THUNDERFORCE V

Thunder.jpg (147150 bytes)La forza del tuono torna a colpire su Saturn, precisamente nell’anno del Signore 1997. Precedenti esperienze ci avevano istruiti allo sparatutto furiosamente violento, veloce, colorato. Adesso siamo sul tridimensionale, con interventi di pittorico 2D interessante, ma lo stato di furia non s'è perso.  Thunderforce V è shooter di rinnovamento e tradizione, una opera di genere che guarda all'archetipo ma che allo stesso modo si protende verso le nuova generazione dello sparo. Ora, come struttura dinamica si ritorna a Thunderforce III, in quanto lo scrolling si limita ad essere orizzontale senza sconfinare nel verticalismo di Thunderforce IV, eppure l'allestimento degli arsenali di supporto denuncia presto l'urgenza di espandere i metodi di acquisizione, di rivedere e quindi riscrivere il sistema di power-up in funzione di stormi in grafiche poligonali che apprestano inesorabili e senzienti.

L’arte del team giapponese è rilevabile in ogni singola sequenza realizzante il gameplay: il tuffo del serpente meccanico al primo livello annuncia il mondo sommerso e le sue trasparenze; nel secondo irrompe Vasteel, il boss robotizzato-monumento dello shoot'em up post-Ottanta; nel terzo ci addentriamo nella foresta, ove il pennello Technosoft sferza l'infiltrazione di luce, illumina un ambiente ostile ma oltremodo rigoglioso. L'intera impalcatura grafica vien concepita per conquistare il nuovo standard tecnico del Sega Saturn, ché non poteva esser vero che la console s'arrestasse ai tessuti e ai poligoni di Virtual On. Spettava a Technosoft, evidentemente, di trarre dal multiprocessore le grafiche per cui era stato concepito, anni prima, nei laboratori di ricerca e sviluppo della Sega. Quindi lo sfondo viene disegnato a mano, in bidimensione. Il castello degli oggetti in spostamento, al contrario, acquista la profondità del poligono. Sinergia. Anche Treasure, l'anno dopo, in atto di realizzazione di Radiant Silvergun, avrebbe deliberato che il Saturn offre il suo miglior potenziale proprio quando incolla il 3D sul 2D, e per questa sua attitudine a far coesistere le tecniche di programmazione contemporanee coi metodi di sviluppo anteriori i trentadue bit, Thunderforce V può definire l'apice creativo del Saturn e in senso più esteso riflettere la generazione Segata Sanshiro.      

Incombe l'onere del percorso. Bisogna decidere lo stage di partenza - fra tre alternative - nonché pianificare la strategia di successione più idonea alle Nostre abilità. Quindi in selezione del tracciato di base il grado di difficotà si determinerà in via ascendente, dimodoché la guerra del cielo venga introdotta aggirando il trauma. Estesa opzione di sparo. Il Rynex dovrà montare fino a cinque armi di gran potenza e in supporto delle stesse acquisire appositi upgrade sferici; modificare al volo l'assetto più idoneo alle circostanze di fuoco verrà naturale, dacché l'intuitiva disposizione dei tasti di fatto incoraggia la fase d'interscambio. Immane resta il free range, che grazie alle sue facoltà di rotazione a 360 gradi e all'efficiente sistema di aggancio del nemico diventa possibilmente l'arma più devastante dai tempi del fascio serpente di Raiden II. Ogni arnese possiede un suo "culmine di fuoco". Allora persistono questi pod-satellite orbitanti attorno al Rynex che fungono da magneti a carica energetica rigenerabile e che sono giusto pensati come regolatori di persistenza del super colpo. A carica esaurita, il fascio si spegne. Un sistema di armamento assai complesso che denuncia la volontà di Technosoft di rinnovare un gameplay che già con Thunderfoce AC volgeva a standardizzare. Per ultimare Thunderforce V ci vuole abnegazione. Predisposizione al sacrificio. Grande prontezza di riflessi. Ma alla fine si diventa comunque schiavi di questo scorrere orizzontale narcotico e assoluto, che è potente anche sulla via del suono, oltre il muro del suono. Esplosione. Abbandonate le limitazioni del supporto siliceo, i musicisti della software house nipponica offrono qualcosa di spudoratamente epico; il metallo incrocia il passato a ripercorrere le musiche di Thunderforce IV e ad ampliarne il sound arcaico. Il riff risultante è un apocalittico affermarsi di parzialità acustica, celebrazione heavy metal di tracce formato WMA, ultima grande esperienza musicale dello sparatutto in 2D. Thunderforce V chiude una saga portante per lo shoot'em up di concezione tradizionale e congeda Technosoft, che di lì a breve sarebbe scomparsa.   

 

 

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PRO

Esteticamente magnifico

Colonna sonora esaltante

Gameplay di gran struttura

CONTRO

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Note di produzione