TWINKLE
STAR SPRITES Quando si tratta di conversioni di
titoli bidimensionali il Saturn spunta sempre fuori con qualcosa di importante. Questione
di architettura, direbbero in molti. E in parte è vero, ma non dobbiamo commettere
l'errore di sottovalutare il potere della programmazione. Per Twinkle Star Sprites,
arcade Neo Geo, ADK dimostra di possedere una autentica passione per il Sega Saturn
adornando il rispettivo adattamento di una confezione deluxe contenente, oltre al gioco,
un secondo CD con una miriade di illustrazioni ed extra assortiti. E le sorprese non
finiscono qui se consideriamo il fatto che i programmatori inseriscono una eccellente
presentazione in FMV (peccato per la compressione) e addirittura un personaggio inedito
nella schiera dei protagonisti selezionabili. Neppure il succedente porting per
Dreamcast avrebbe offerto tanto in termini quantitativi, sicché è ancora adesso
l'edizione Saturn a definire l'alternativa più convincente alla MVS. Un titolo anomalo
questo di ADK, che come avrete modo di apprendere mischia lo sparatutto classico al puzzle
game....
Gran cosa. Se parliamo di giocabilità e
divertimento Twinkle Star Sprites dovrebbe essere preso d'esempio assieme agli evergreen
di Sega e Taito. Quindi si è alla guida di questa streghetta in un quadro diviso in
due e lo schermo scrolla. Tu devi sparare ai nemici con tutti i power up del caso, le
smart bomb e addirittura un beam a caricamento. E fin qui sparatutto normale.
Solo che nell'altra metà del display vi sarà il nostro rivale guidato dalla cpu, a meno
che non si giochi in due, che in funzione dei nemici colpiti e delle combo (ottenibili
sparando a più obiettivi simultaneamente) scatenerà degli attacchi diretti verso la
nostra sagoma. E viceversa. La efficacia degli attacchi dipenderà dal quantitativo di
nemici che saremo in grado di annientare, nonché dalla velocità con cui ci appresteremo
verso quelli successivi. Tutto accade istintivamente e non bisognerà sottostare a regola
alcuna. Solo sparo, niente strani meccanismi a incastro. Sconfitto un avversario si passa
di livello e sintomaticamente si innalza la difficoltà generale. Che inizialmente è
piuttosto bassa, ma che superati i primi due avversari tende a scatenare un castello di
proiettili che perviene non solo dai nemici standard della "sezione" sparatutto
ma anche, come già descritto, dal nemico della seconda metà dello schermo. La frenesia
è immane. Grazie alla collaudata mistura ludica la sfida ha sempre qualcosa di nuovo da
offrire, che sia un attacco segreto, un personaggio rotondoso mai visto (conseguenza
dell'attacco) o un semplice intermezzo illustrato. Tutto ciò nella ristrettezza di una
porzione di schermo ottimizzata con mestiere.
I personaggi selezionabili sono in tutto
quattordici, quindi uno in più della versione arcade. Si tratta della bellissima Meirin,
che affiancata da un panda si rivela altresì molto gratificante da guidare e provvista di
un apprezzabile carisma. In ogni caso ogni singolo sprite può contare su
caratterizzazioni capaci di mandare in sollucchero chi ama l'animazione giapponese.
Intelligentemente ADK ostenta i profili illustrati dei personaggi anche durante il
gameplay e questo non fa che vivacizzare una cosmesi che è già di per sè assai
cromatizzata. Ogni paesaggio esprime disegni di elevato dettaglio, quindi animazioni di
ogni foggia, e altresì effetti pirotecnici in grado di riempire lo schermo di luci e
virtuosismi visivi. La tecnica generale staziona su livelli piuttosto alti, per quanto si
rilevino rallentamenti abbastanza vistosi nelle situazioni di congestione, ma bisogna dire
che gli stessi persistessero anche in edizione coin-op. Fortunatamente il gameplay non ne
risulta compromesso, anche grazie a un sistema di controllo assolutamente puntuale. Alla
ottima realizzazione estetica si affianca un sonoro oggettivamente apprezzabile, che non
cala mai di spessore nelle musiche e che denuncia qualche incertezza nei soli
campionamenti, che sono generalmente nitidi benché stranamente bassi nei toni. E allora
Twinkle Star Sprites, per la funzionante coesione tra elementi meccanici originali e
collaudati meccanismi blastatori classici, per le riuscite intuizioni estetiche, per
l'immediatezza tipica dei capisaldi arcade e quindi per l'elevato coefficiente
conversione, si erge a uno status videoludico superiore alla media, altresì offrendosi
all'utente in una visione positivista dello shooter moderno. Provate a
interagirvi con un secondo giocatore umano e realizzerete che si è difronte a un
autentico classico degli anni' 90.
|
 |