FIGHTING VIPERS

remixcover2.JPG (21153 bytes)Nato come forma anticonformista di picchiaduro tridimensionale, subito dopo le performance di Virtua Fighter, Fighting Vipers propone una rosa di otto combattenti vestiti nei modi più strani per aderire a un constesto urbano "da strada" che si identificasse con le idee stravaganti del giapponese medio. Non è un caso che il picchiaduro abbia mietuto i maggiori consensi proprio nella terra del sol levante, e che qui in occidente non si sia distinto per rilevanti volumi di vendita. Si tratta di una conversione da arcade Model 2, hardware che malgrado le differenze di architettura a raffronto coi chip custom del Saturn riusciva, grazie al talento dei grafici Sega, a essere "domato" in funzione di trasposizioni che alla fine si rivelavano abbastanza fedeli agli originali. Fighting Vipers è in effetti una conversione molto buona, che rispetto al coin-op perde, sostanzialmente, sul solo fronte della nitidezza delle textures. Ciò che differenzia il picchiaduro Sega dai suoi restanti è la conformazione delle arene, che potremmo definire come delle autentiche gabbie. Quindi spazi chiusi ma interagibili, laddove ogni combo potrà essere continuata "a rimbalzo"....

Tra le modalità di gioco disponibili non si sfugge al versus, all'arcade, al training e al time attack. Quale interessante novità abbiamo il playback mode, che ci propone una serie di match pre-registrati per farci apprendere come utilizzare ogni singolo combattente e come sfruttarne le potenzialità. Una buona idea che va a integrarsi con la menzionata modalità allenamento. Per i cultori di Virtua Fighter le meccaniche del presente picchiaduro risulteranno già acquisite: tre tasti, parata calcio e pugno, proiezioni prese e pestaggi da terra. Congenitamente alle arene chiuse vi è, per ogni lottatore, una presa che ti scaraventa sulle sbarre, ovunque ci si trovi. Ma cominciando ad approfondire il gameplay viene fuori che le mosse e le stesse varianti per le prese sono veramente tante, tanto da eguagliare in tal senso le centinaia di combinazioni possibili in Virtua Fighter. E dopotutto i programmatori sono gli stessi. Ma nonostante detta genetica somiglianza, i lottatori riescono a essere abbastanza differenziati nelle tecniche (sia tra di loro che se raffrontati ai vari Akira e Sarah), riciclando come movenze base i soli calci all'indietro e i pugni frontali standard. Il fatto interessante è che i personaggi perdono i pezzi. Nel vero senso della parola, perché se colpiti ripetutamente cominciano a "denudarsi" smarrendo i loro parastinchi, i loro stivali e le giacche, e nel caso delle lottatrici sarà assai bello osservarne le zone intime messe in vetrina.

Non vi è molto altro da aggiungere sulla parte giocosa, se non che alcuni protagonisti potranno utilizzare i loro "accessori" in accordo ad alcune mosse, vedi Picky, il giovinastro con lo skateboard. Poi quando un match si chiude vicino le sbarre della gabbia si potrà scaraventarvi l'avversario al di fuori, così da vederlo proiettato a decine di metri di distanza o, ancora meglio, precipitare da un grattacielo. Tecnica apprezzabile, come da introduzione. A denunciare il fatto che la Model 2 non corrisponda al Saturn (fatto che invece può dirsi vero per la System 11 e Playstation) vi è un fastidioso effetto di pop-up, soprattutto durante gli zoom, quando gli avversari vengono inquadrati da vicino. In compenso vi è l'alta risoluzione che rende molto nitidi i contorni e abbastanza definite le tessiture, anche se non si raggiungono i livelli dell'arcade. Eccellenti comunque tutte le animazioni, alcune davvero spettacolari, e più o meno costanti i sessanta fotogrammi al secondo, che diventano poco più di trenta in caso di mosse particolarmente elaborate. Ma la fluidità generale non ne è compromessa e il tutto scorre via con la regolarità dei picchiaduro superiori alla media. Risalta la caratterizzazione. Sia i personaggi maschili che quelli femminili si fanno notare per lo sgargiante vestiario e il carisma, anche se non mancano alcune pacchianerie cromatiche. Sonoro così così, soprattutto per questa fissazione del sound vagamente metal per enfatizzare la violenza, ma che per chi scrive è stato inserito in modo pretestuoso. Buoni gli effetti, che replicano fedelmente i campionamenti del coin-op e i tonfi delle mazzate. Fighting Vipers è un prodotto che rientra nel club di Last Bronx, e sebbene non rinnovi sul profilo delle meccaniche si fa oltremodo apprezzare per una qualità generale mediamente alta e per un divertimento che rispetta i principi dinamici di Virtua Fighter.

 

 

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PRO

Iconograficamente eccentrico

Estremamente giocabile

                    

CONTRO

Eisguo numero di lottatori

Colonna sonora rivedibile
                    

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Note di produzione