VIRTUA FIGHTER 2

virtuacover.JPG (12751 bytes)La "seconda generazione" ludica del Saturn fu inaugurata, probabilmente, dall’introduzione sul mercato di Virtua Fighter 2. Sommersa dalle polemiche riguardanti la presunta inadeguatezza dell’hardware Saturn rispetto alla Model 2, anche in virtù di alcuni bugs presenti nella conversione del primo episodio, Sega zittì una comunità che cominciava a dubitare seriamente della validità del Saturn. Zittì tutti, con una conversione semplicemente magnifica del suo Virtua Fighter 2, che in sala giochi si era creato una schiera di fedeli adepti, forti sostenitori del sistema di combattimento della saga di Yu Suzuki. Sega ebbe la felice intuizione di commercializzare Virtua Fighter 2 alcuni mesi prima che un certo Tekken 2, made in Namco, apparisse su Psx. E si rivelò altresì la scelta giusta per sostenere il nuovo flusso giochi che avrebbe spinto il Saturn su livelli tecnici quasi insperati.

Fu grazie a Virtua Fighter 2 che il Saturn cominciò a stravendere sia in Giappone che in America per un periodo che l’avrebbe vista di pari passo con la tecnologia Sony, un periodo che sfortunatamente (per Sega) durò molto poco. Durò fin quando Namco non decise di commercializzare Tekken 2, che avrebbe monopolizzato il mercato nonostante, ludicamente parlando, non fosse affatto superiore al beat'em up Sega; la meccanica di Virtua Fighter 2 la conosciamo tutti, costruita sulla parata, il calcio e il pugno. Tre tasti per esprimere appieno la filosofia di combattimento ideata da Yu Suzuki e il team Am2, con le combo e le prese che sarebbero scaturite dalla combinazione dei tasti con svariate direzioni, a seconda delle caratteristiche del lottatore. La grafica è in alta risoluzione, quasi indistinguibile dall’arcade, sebbene in quest’ultimo i fondali risultino tridimensionali. L’aggiornamento delle animazioni si sussegue a sessanta fotogrammi per secondo, sorrette da uno stabilissimo motore 3D, lo stesso che Sega avrebbe utilizzato per la conversione (altrettanto eccelsa) di Virtual On. Ma la virtù tecnica più impressionante risiede nella nitidezza delle tessiture, insidacabilmente cristallina e raffigurante sagome del tutto prive di sgranature. La pulizia video portava così i 32 bit sulla nuova frontiera dei 60 fotogrammi per secondo, facendo dimenticare del tutto i 30 del discreto Virtua Fighter Remix, programmato dalla stessa AM2 ma con un middleware di prima generazione. E' importante ribadirlo perchè da quel momento in poi praticamente nessun altro picchiaduro tridimensionale sarebbe tornato ai 30 fps, fosse prodotto da Sega o da terze parti.

Virtua Fighter 2 può per molti aspetti considerarsi un simulatore di arti marziali più che un beat’em up in 3D, per via dell’estremo realismo delle animazioni, che raramente esternano movimenti "irreali". In più, performare le mosse sovviene molto istintivo, e ciò costringe l’interlocutore a ponderare con il giusto tempismo le movenze difensive e di attacco. E' infatti raro osservare prese che non trovino un corrispettivo nella realà (solo il ninja, per plausibilità di costume, ostentava coreografie eccessive), e che producano un effetto visivo esagerato. Ma nonostante questa precisa volontà, non si denuncia nella realizzazione tecnica alcuna lacuna, sia grafica che prettamente logistica, laddove la velocità del calcio, o il tempo intercorso dal comando del joypad alla effettuazione a video risultino assolutamente plausibili e realistici. Virtua Fighter 2 è un picchiaduro carnale che prende spunto dalla realtà del pugno e del calcio, e degli effetti che questi ultimi provocano sulla dinamica fisica degli avversari. Affrontare un combattimento dovrà significare aver appreso una buona parte delle tecniche marziali dei lottatori, e aver imparato la tempistica con cui doverle adoperare. Ai fini del divertimento risulterà pressochè inutile premere i pulsanti a casaccio, o smanettare nel tentativo di performare qualche strana super mossa. Perchè in Virtua Fighter 2 non vi sono super mosse che reggano il gameplay, se non alcune micidiali e spettacolari prese che non hanno comunque nulla a che spartire con le palle di fuoco e affini. Resta il fatto che Sega non convertì nessun altro episodio della saga per Saturn, sebbene per un buon lasso di tempo si vociferò su di una evetuale espansione (la model 3) che avrebbe permesso la conversione di Virtua Fighter 3. Trapelarono addirittura le prime immagini ma il progetto, come spesso accade per gli upgrade hadware, fu ben presto messo da parte per gli elevatissimi costi di produzione.

 

 

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PRO

Sistema di gioco intramontabile

Ottima frenesia

Animazioni eccezionali

CONTRO

Nulla da segnalare

                       
                         

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Note di produzione