| VIRTUA
RACING L'importanza
dell'originale coin-op di Virtua Racing è cosa nota. Titolo rivoluzionario non solo per
quanto riguarda l'inedito impianto poligonale ma anche sul fronte del gameplay, che
garantiva un approccio alla corsa senza precedenti, conseguenza tuttavia della prepotente
innovazione tecnologica. Eravamo nel 1992, seguirono diverse conversioni. Quella che fece
più scalpore fu quella per Megadrive (1993) che proponeva una grafica tridimensionale per
l'epoca del tutto improbabile, merito dell'apposito chip incastonato nella cartuccia,
responsabile peraltro del prezzo elevatissimo del gioco. Nel 1994 seguì l'edizione per
32X, con un notevole miglioramento grafico e l'inclusione di qualche extra rispetto
all'edizione precedente. Più passava il tempo più lo stupefacente impatto cosmetico
veniva meno, in quanto le produzioni interamente poligonali cominciavano a proliferare.
Tuttavia lo stesso non poteva dirsi per la giocabilità e per le dinamiche corsistiche,
riprese da Sega stessa per successivi racing game destinati addirittura a maggiore gloria.
E' in questo scenario che vede la luce la versione di Virtua Racing per
Saturn (anno 1995).
Ormai la conversione raggiunge a tutti gli effetti
l'agognato traguardo di riprodurre fedelmente l'arcade, ma nonostante ciò Sega si rende
conto che per questa edizione non è sufficiente la resa grafica per trainare le vendite e
decide giustamente di arricchire il titolo con diverse novità a livello di contenuti,
vuoi per rendere appetibile il gioco anche ai possessori delle precedenti versioni, vuoi
per adattarsi alle nuove esigenze del mercato casalingo, che andava sempre più
raffinandosi. Se le precedenti edizioni di Virtua Racing erano tenute in piedi dal solo
comparto tecnico e dalla giocabilità immediata (nessuno poteva lamentarsi per la presenza
di tre soli tracciati), su Saturn le cose erano cambiate. Così oltre all'Arcade Mode
troviamo l'inedita modalità Grand Prix. Il primo è la solita trasposizione da sala
giochi, che offre al giocatore la possibilità di scegliere il tracciato prediletto fra i
tre disponibili (a ognuno dei quali corrisponde un diverso livello di difficoltà) e
buttarsi immediatamente nel vivo del gioco. La nostra macchina, rassomigliante a una
vettura da Formula 1, partendo dal fondo ha l'obiettivo di scalare più posizioni
possibili ma soprattutto di raggiungere in tempo i vari check-point disseminati lungo la
pista. La guidabilità è rimasta inevitabilmente intatta rispetto alle precedenti
incarnazioni. Dunque grande immediatezza e soddisfazioni che fioccano fin dalle prime
gare, senza tralasciare una certa profondità di gioco caratteristica dei migliori arcade
Sega, che costringe il giocatore a diverse ore di pratica prima di poter padroneggiare
alla perfezione gli ottimi controlli e di trovare il giusto equilibrio in ogni corsa. Non
basta infatti premere ignobilmente il tasto dell'acceleratore per avere la meglio. Il
rischio di collisioni con vetture avversarie è infatti elevato e in questi casi le gare
potrebbero risultare compromesse. Le uscite di pista, ammesso non siano clamorose,
consentono un margine di errore più elevato e la possibilità di riprendere il controllo
della gara più agevolmente.
Su queste basi è stata implementata la modalitè Grand
Prix, che prevede inizialmente la selezione di un team, scelta che influisce solamente sul
colore della macchina. Successivamente ha inizio la gara, con la possibilità di scegliere
a piacimento uno tra i dieci tracciati disponibili. L'obiettivo è quello di accumulare il
maggior numero di punti, assegnati in base al piazzamento in gara, al fine di raggiungere
la quota necessaria per passare alla categoria successiva. Si parte dai Go-Kart per
arrivare alla Formula 1. Le novità non si limitano quindi all'inclusione di sette
circuiti inediti (i rimanenti tre sono ripresi dalla modalità arcade) ma si estendono
anche alle vetture, la guidabilità delle quali differisce solo in parte,
caratterizzandosi soprattutto per la maggiore lentezza rispetto alla vettura standard
della modalità arcade, che a livello di prestazioni rappresenta l'apice della modalità
Grand Prix. Ciò rende le gare di questa opzione inizialmente tediose, essendo
generalmente abituati alla velocità dell'auto di base, situazione aggravata dalla
necessità di percorrere una decina di giri, in contrasto con la frenesia delle classiche
gare di tre giri del Virtua Racing classico. Benchè si debba constatare il lodevole
tentativo (uno dei primi in ambito conversioni) di offrire all'utente un'esperienza che
sopperisca alla scarsa longevità dei titoli arcade, l'implementazione della modalità
carriera non si adatta perfettamente al gameplay immediato e al modello di guida
elementare proprio di Virtua Racing. Comunque la presenza di numerose piste (la maggior
parte delle quali inedite) e la grafica mai così fedele alla versione originale, rendono
questa edizione di Virtua Racing la più completa disponibile. Curiosa l'assenza dei
tracciati esclusivi della versione 32X che dunque rimangono tali; non mancano invece le
diverse visuali, capaci di assecondare il diverso stile di guida di ogni giocatore.
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