X-MEN vs STREET FIGHTER

xmenmini.JPG (19368 bytes)L’attitudine a un caos matematico, alla violenza non violenta del versus fatto di eroi assume, assieme a Capcom, i caratteri di un rudimento. Colpire l'avversario realizzando una linea disordinata di confusione e baraonde. La lotta, con le sue mutazioni e invenzioni, progredisce in un poema di generi d'animazione e tribolazioni anamorfiche, quantomeno nel raster dell'arcade. Definizione di picchiaduro: fare del male. Ma non significa che tutto questo sia brandello di una corrente di pensiero simmetrica, in quanto ogni singolo lottatore arreca danni e proiezioni d'un certo rigore e segue stili e metodi di offesa assai approfondibili. Capcom per la storia del picchiaduro, e X-Men per corromperne l'essenza a mezzo di un "circo" catastrofico tanto inviso ai cultori della SNK quanto acconcio a chi vi si avvicina occasionalmente.    

Il controllo, prima di tutto. Svariate combinazioni fra combo e super, ma non è la prima volta. Avevamo anacronisticamente provato Marvel Super Heroes Vs Street Fighter in modo che il tempo non fosse cavillo per giustificare una esteriorizzazione fissa e immutevole, tanto per esprimerci al meglio con l'iracondo precursore e non per questo meno accattivante. Vi abbiamo scorto locuzioni estetiche anche più complesse, se vogliamo, ma non ci sorprende che la materia del videogioco in versus sia più rilevante in zona preliminare, quando l'idea è concepita e il terreno su cui si impianta ancora fertile. Non spetta a noi misurare la massa del picchiaduro, bensì alla storia, che travalica tutto e dice che l'idea rivoluzionaria resta tale anche se la rivoluzione è finita. Lasciamo che sprites e videofondali si uniscano in un coito di superiore e lasciva compiutezza, per noi che non siamo parte dello schermo eppur simulacri partecipanti nello schermo: X-Men Vs Street Fighter si pavoneggia dei servigi di ben 4 megabytes aggiuntivi, incastonati in una cartuccia sviluppata in collaborazione con Sega. I conseguenti vantaggi sono lì nel quadro grafico, con un numero incalcolabile di fotogrammi ed effetti speciali a tutto schermo e fuori schermo. Affascinati dalla vivida luminescenza delle immagini ci ostiniamo a combattere fino in fondo, per scoprire e apprezzare la rimanente sommità.

X Men Vs Street Fighter è un picchiaduro. Predetto ciò, realizziamo che la variazione del gameplay aereo è messa in atto come necessità di sferzare le dinamiche del singolo scorrimento. Quindi, benché superficialmente tradizionalista, la opera Capcom mira a superare le barriere stilistiche del beat'em up a incontri, e noi di Retrogamer.it esibiamo una certa predisposizione verso questa giostra di cose che combattono, elegante allo stesso modo, in sì tanto scontrarsi di caratterizzazioni che si muovono in armonia. Lustriamo i videogiochi costruiti con l'intento di sorprendere esaltando, amiamo i videogiochi "animati" e immediati, poiché sono alla essenza dell'interazione in due dimensioni. Il divertimento precede la caduta verso un baratro di accozzaglie cui dovremo sottostare, senza compromessi e nel pieno delle nostre facoltà motrici. Non necessariamente mentali. L'istinto al gioco prevarrà, ne siamo certi, in quanto un tempo si è pur stati videogiocatori asettici, elementari, embrionali. Per questa volta eviteremo l'odioso compromesso del "se vi piacciono i picchiaduro..." nell'obiettivo di iniziarvi a una categoria videoludica basilare e anche contagiosa nei limiti della struttura bidimensionale del versus o del single player mode. La Signoria Vostra è altresì invitata all'acquisto di un buon joystick di derivazione arcade, di quelli che non si spaccano facilmente, per quanto il finale intendimento sia quello che conduce alla completa distruzione dello stesso. 

  

       

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PRO

Tecnica grafica impeccabile

Confusione e distruzione

Divertente, anzi molto divertente

CONTRO

Nulla da segnalare

                     
                       

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Note di produzione