PANZER
DRAGOON ZWEI In questa seconda avventura alata
del Team Andromeda si giunse alla definitiva consacrazione vettoriale dello sparatutto di
ambientazione fantasy. Panzer Dragoon Zwei rappresenta la fase
di avvicinamento alla completezza scenografica di Panzer Dragoon Saga, di pari
passo con la maturazione artistica dei programmatori, ora più che mai consapevoli delle
potenzialità tecniche del Saturn. Zwei migliora praticamente in tutto il suo
predecessore, in una sorta di scalata perpetua verso l'ideale perfezionamento del concept
originario. Non era facile. Il team creativo si trovava a dovere prendere coscienza
dei limiti intrinseci dello shoot'em up in terza persona e a cercare, quanto più
possibile, di limitarli attraverso la limatura di alcuni fattori ludici. Si avverte quindi
una migliorata manovrabilità del drago, che adesso risponde in modo più immediato alle
sollecitazioni del joypad, e una velocità sensibilmente superiore che avvantaggia la
frenesia globale. Chi ha amato l'episodio precedente non rimarrà di certo deluso da
quello che è l'ideale perfezionamento di una idea di gioco mistica e rudimentale nella
stessa misura.
A rinnovare le meccaniche di sparo vi è l'
attacco berserk del drago, regolato da una barra a caricamento disposta in basso a
sinistra del display. In realtà si tratta di una interessante variazione alle classiche
smart bomb degli sparatutto bidimensionali, visto che lo schermo si ricoprirà di laser
andando a spazzare via tutto ciò che si muove. Naturalmente detto attacco resta attivo
per pochi secondi e sarà bene utilizzarlo nei casi limite. La novità più rilevante
introdotta in questo secondo episodio consiste nelle diramazioni (o bivi) dei livelli, che
di fatto offrono al giocatore la opportunità di variare il gameplay di ogni partita. A
seconda del percorso scelto vi sarà un finale del livello differente, con boss, scenari e
nemici che si comporteranno altrimenti. Questo, oltre a diversificare notevolmente ogni
partita, garantisce un minimo di rigiocabilità una volta concluso il tutto, e diciamo che
non ci vorrà molto. Difatti la unica, vera pecca della opera del Team Andromeda sta nella
estensione complessiva dei livelli, che tendono a volgere al termine prematuramente
malgrado la decisa opposizione dei boss finali. Comunque ottimo il bilanciamento della
difficoltà, garante di una A.I. bene implementata in quasi tutte le condizioni di gioco
si si escludono alcuni momenti di elevata difficoltà (comunque affrontabili con un minimo
di impegno). Panzer Dragoon Zwei, come ogni buon seguito che si rispetti, non offre
cambiamenti eclatanti nel sistema di gioco ma lo perfeziona, completandolo
definitivamente.
Non abbiamo fatto menzione delle metamorfosi
del drago; lo stesso può quindi assumere svariati assetti nella progressione scalare dei
livelli, ma ogni evoluzione non potrà essere "controllata". Provvederà la cpu
a "upgradare", alla fine di ogni livello, le caratteristiche del drago,
escludendo colpevolmente una libera performazione sulle nuove fisionomie conquistate.
Cambia anche, con Zwei, la collocazione del punteggio, che adesso tiene conto di tutte le
varianti occorse nelle fasi di gioco come il tipo di percorso intrapreso, la percentuale
di annientamento di nemici e boss e la accumulazione di extra points in
determinati punti di alcuni livelli. Alla fine della partita entreremo nel particolare ranking
mode con tutte le statistiche del caso, che varieranno in base alla efficacia della
nostra prestazione. E Zwei, infine, sancisce la definitiva evoluzione grafica arcade
(limitatamente al Saturn) del suo franchise, soggiogando con un design prezioso,
ricco di dettaglio e texturato con classe per assumere un carattere iconografico
colossale, schiavo di un motore in 3D che viaggia costantemente a 30 fotogrammi al
secondo. Le magnifiche colorazioni del cielo si accostano allo spettacoloso character
design delle bestie alate in una fusione stilistica che cattura la immaginazione
attraverso la ostentazione, sfrenata, della irrealtà. Irrealtà che si completa con la
colonna sonora, idilliaca come nel primo episodio ma forse ancora più fascinosa nelle
nuove direzioni artistiche intraprese dai musicisti tutti. La parola giusta, per Zwei, è
"completezza". Non basta la reticente sensazione di volare su dei binari
immaginari a limitarne il valore assoluto, difetto comunque attutito dalla migliorata
manovrabilità, e neanche la relativa brevità dei livelli. Zwei è un gioco che ogni
utente del Saturn non dovrebbe perdersi, che si sia amanti o meno del genere di sparatutto
proposto.
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