| AXELAY Sei livelli di gioco di azione incessante. Questo è in sintesi Axelay. Ma vi è dell'altro. Allora, il comparto armamenti produce una scelta iniziale di tre equipaggiamenti da sfoderare in simultanea, tra cui troveremo le classiche smart bomb e i missili a ricerca. Ma è solo l'antipasto di ciò che il titolo Konami saprà costruire lungo l'incedere: alle tre armi base se ne aggiungeranno altre, moltissime altre, dimodochè già dal secondo livello la selezione divenga più corposa. Il gameplay è strutturato in modo da alternare le sezioni in Mode 7 a quelle più tradizionali dello shoot'em up a scrolling orizzontale. Ma per quanto le visuali cambino il succo resta il medesimo, laddove l'AI dei nemici resta pressochè invariata e la schematicità di attacco pressochè la medesima. Cambierà il modo di gestire gli spazi, che in orizzontale risultano se vogliamo più estesi, ma non la difficoltà di gioco generale. Ora vi è la questione longevità: sebbene sei livelli possano sembrare sufficienti per fornire una sfida adeguata, i crediti a disposizione appaiono forse un tantino eccessivi (problema che avrebbe penalizzato, anni dopo, uno sparatutto dalla struttura analoga intitolato Raystorm....). A ripristinare parzialmente la situazione vi è lo scontro con i boss di fine livello, francamente eccessivi, che prima di cadere in pezzi faranno di tutto per rendervi la vita un inferno. Tecnicamente parlando Axelay è uno sparatutto impressionante. I fondali prospetticamente progressivi, nelle visuali verticali, sfoderano un effetto zooming spettacoloso ancora oggi, che non ha nulla a che invidiare alla tridimensionalità poligonale. Il dettaglio delle strutture è estremo, particolareggiato, a tratti sontuoso. Il design dei nemici e dei boss in particolar modo sfodera una complessità rude, costruita, classica. E su questa costante Axelay proporrà un crescendo stilistico ricercatore di un perfezionismo tipicamente nipponico, e così come aveva fatto con i precedenti Gradius, Konami conferisce estrema importanza alla successione musicale. Perchè è nelle musiche che l'azione acquisisce il ritmo incalzante necessario alla esaltazione. E' nella magnifica colonna sonora che Konami riassume la sua idea di shoot'em up idealizzando un mondo delirante e narcotizzato. Così quando lo schermo si riempirà di proiettili, e un gigantesco insetto meccanizzato vomiterà tutto il suo veleno contro la nostra misera navicella, cercheremo le nostre ultime risorse nel ritmo allucinato e vagamente epico di un background musicale che sorregge. Gli effetti restano superiori alla media grazie a nitidi campionamenti e immersive detonazioni. E realizzato questo potrete intuire quanta Konami vi sia in questo fottuto sparatutto. Perchè quando lo spettacolo visivo incontra una colonna sonora memorabile senza pregiudicare un assetto di gioco ludicamente quadrato significa che Konami ha cominciato a fare sul serio. Perchè quando la Konami decide non ce n'è per nessuno lassù nel cielo....
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PRO |
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Tutto il classicismo Konami |
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Tecnica grafica sontuosa |
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Colonna sonora indimenticabile |
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CONTRO |
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Qualche riserva sulla longevità |
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