BATMAN
RETURNS Dopo l'enorme successo del primo
film dedicato a Batman, Tim Burton era tornato sul set per la direzione di un seguito che
si preannunciava sfarzoso. Il cast vedeva ancora Michael Keaton nei panni del pipistrello
umano, con un Danny De Vito in gran forma (il pinguino) e una splendida Michelle Pfeiffer
nel ruolo di Catwoman. Naturale che il videogioco corrispondente ne giovasse sul
profilo delle scenografie, che venivano adattate bidimensionalmente e che,
sorprendentemente, non perdevano il fascino originario. La forumula adottata dai
programmatori Konami era quella del picchiaduro a scorrimento con varianti sul gameplay
nelle fasi di intermezzo. Tutto già visto ma non necessariamente privo di spunti
interessanti. Come avremo modo di constatare le azioni performabili saranno in parte
differenti dallo stereotipo del beat'em up, vuoi per via delle reminiscenze
cinematografiche, vuoi per via di meccaniche a tratti innovatrici. Batman Returns è
tutto l'opposto di una licenza sprecata grazie all'inventiva di una software house
in grado di valorizzare qualsiasi tipologia ludica. Quello che avrebbe tranquillamente
potuto essere un gioco-parassita diviene con Konami un titolo di spessore.
Cominciamo dal sistema di controllo a quattro tasti:
attacco, salto, nunchaku e, soprattutto, parata. Contravvenendo a quelle che
erano le meccaniche forgiate da Capcom con Final Fight, adesso con uno degli
shift laterali era possibile bloccare gli attacchi avversari come avviene in tutti i
picchiaduro a incontri. Questo fattore rende i combattimenti, se vogliamo, un filino più
strategici offrendo una variante difensiva utile in qualsiasi momento. Anche il sistema di
prese offre qualcosa di inedito per via della possibilità di afferrare due nemici
simultaneamente. Quando accadrà il nostro pipistrello gigante prenderà per capelli i due
malcapitati facendo cozzare i loro crani a vicenda. Divertentissimo. E ancora, in
prossimità di un muro e con la presa attivata sarà possibile spiaccicargli un nemico
contro. Meglio ancora se vicino a una finestra, che in conseguenza dell'urto andrà in
frantumi. Ma Batman Returns non è solo un picchiaduro. Nelle fasi intermedie vi saranno
sezioni platform o comunemente da action game in cui non dovremo solo
menare le mani. In alcuni casi sarà necessario utilizzare la bat-corda per saltare da una
piattaforma all'altra, o le stelline metalliche a mo di Shinobi per farsi largo
attraverso sezioni a scorrimento. Obiettivamente Konami ha azzeccato appieno la formula
non troppo sicura dello slash'em up di contaminazione classica.
Da Batman Returns non ci attendevamo
chissà che. Invece, al di là della intrinseca monotonia del genere beat'em up Konami
è riuscita a ricavare un sistema di gioco intuitivo e gratificante allo stesso tempo. Le
varianti alla linearità del picchiaduro base sostengono molto bene il prosieguo
dell'azione, fornendo incentivi utili al divertimento globale. Immancabile, trattandosi di
Konami, una realizzazione tecnica di alto livello. Gli sprites grandi e massicci, le
animazioni fluidissime (i movimenti legnosi del Batman cinematografico sono riprodotti
perfettamente), la caratterizzazione eccentrica dei protagonisti riescono a immergere
nelle atmosfere, a tratti cupe e rugginose, scaturite dalla mente di Tim Burton. Presenti
svariati effetti parallattici, sorretti da un solido design degli sfondi e
colorazioni volutamente sfumate verso il grigio. Nella media invece il sonono, e negli
effetti e nella realizzazione della colonna sonora. Forse perchè in questo genere di
giochi passano in secondo piano, le musiche non incidono più di tanto sulla azione
restando comunque un decoroso contorno. Le maggiori virtù di Batman Returns vengono fuori
nella prova sul campo, allorquando ci si accorge della estrema giocabilità in quasi tutte
le situazioni di gioco (quasi perchè alcuni bossi si rivelano troppo ostici) nonchè di
un sistema di combattimento a tratti innovatore. Purtroppo non è possibile giocare in due
simultaneamente, il che è sicuramente un punto a sfavore verso un genere videoludico in
cui il two player mode è sinonimo di longevità. Ma a parte ciò Batman Returns
resta un titolo da provare senza il timore di restarne annoiati.
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