DONKEY
KONG COUNTRY 3 Il terzo episodio della saga Rare
non si allontana dalle meccaniche instaurate precedentemente. Personaggi a parte, che
naturalmente mutano caratterizzazione, ritroviamo in Donkey Kong Country 3 la
essenzialità arcade che aveva decretato il successo dei primi due capitoli. Ciò
significa che ancora una volta dovremo alternarci alla guida di due personaggi
complementari alla azione, ognuno con il proprio grado di agilità e potenza. Dixie Kong e
Kiddy Kong si diversificano in effetti per il solo disegno esterno, visto che
sostanzialmente ripercorrono le dinamiche peculiari del primo episodio - gorillone
accompagnato da peso leggero - per una alternanza ludica ancora in grado di sorprendere. A
discapito di una perduta originalità la opera Rare si mette in luce grazie alle sue doti
giocose, collaudate in modo definitivo e sintomo di definitiva completezza.
In realtà qualcosa è cambiato. Se nei precedenti due
capitoli bisognava sostanzialmente superare i livelli seguendo lo schema della successione
lineare, adesso vi è una mappa percorribile più o meno liberamente con alcuni mezzi di
trasporto. Tuttavia per fruire di questi ultimi è necessario attuare una iniziale ricerca
a tappeto atta al ritrovamento dei pezzi che li compongono, scoprendo un inedito
coefficiente esplorativo e vivacizzando di conseguenza il gameplay. Nulla di trascendente,
sia chiaro. Entrati in possesso delle navi e degli hovercraft del caso sarà possibile
perlustrare la mappa in assoluta libertà, scegliendo liberamente fra i moltissimi mondi
che delineano l'universo esotico di Donkey Kong. La giocabilità è eccellente. Per quanto
di precisa derivazione, il divertimento platformista "iniziato" nel '94 continua
a garantire ore di saltellamento più o meno spensierato sconguirando qualsiasi picco di
frustrazione. Lo schema di gioco propone le classiche varianti sulla orizzontalità dello
scrolling delineando, fra locazioni nascoste e situazioni trasversali dinamiche, una
interazione assolutamente naturale. Indubbiamente, soprattutto per chi avesse già
ultimato i primi due episodi, questo terzo non offre nulla di veramente nuovo. Il deja-vu
latente nello schema del "salta-afferra-arrampica" comincia a risultare datato e
privo di stimoli interessanti, ancorchè l'impasto resti discretamente longevo e di
raffinata degustazione; moltissimi i livelli affrontabili e in effetti tante le ore di
gioco effettivo.....
Donkey Kong Country 3 è un platform che ribadisce il
classico. Con le tecnologie a 32 bit ormai sul mercato, Rare esprimeva la vetta
tecnologica del Super Nintendo attraverso la rappresentazione di un fondale renderizzato
di inaudito dettaglio. Le animazioni rasentano ancora una volta la perfezione grazie agli
innumerevoli fotogrammi che le compongono, ma anche il character design tutto si
inerpica verso una ideale perfezione iconografica. I livelli, salvo alcune eccezioni,
risolvono una divrersificazione minuziosa, che illustra mari, monti, caverne e foreste
splendidamente resi e magistralmente sorretti da un persistente parallasse. Non si
ravvisano imperfezioni grafiche rilevanti, vista la assoluta fluidità dello scorrimento,
malgrado non si raggiungano risultati ugualmente validi sul fronte sonoro. Nulla da dire
sugli effetti, che riproducono grugniti e versi gradevoli, ma le musiche di certo non
possono definirsi esaltanti nè tantomeno originali nel contesto. Detto ciò il Donkey
Kong Country 3 di Rare resta un titolo che l'appassionato dei giochi a piattaforme - prima
ancora che della saga - non dovrebbe farsi sfuggire per le mani, in virtù di una
confezione e di una concezione che attinge spudoratamente alla giocabilità elementare
forgiata da Nintendo. Senza dubbio la stanchezza del concept si avverte (ed è anche
fisiologico con due episodi sul groppone), così come la ripetitività di alcune
situazioni e la non eccessiva difficoltà complessiva, ma sono giusto gli unici
compromessi di una azione ludica di primo livello, che nonostante tutto riesce ad
entusiasmare e divertire senza particolari condizioni. Così nel 1996 la saga si chiude
degnamente. Sarebbe stata ripresa tempo dopo su Nintendo 64 senza raggiungere, però, quei
fasti che il Super Nintendo gli concesse in un triennio di eccellenti conquiste
tecnologiche e concettuali.....
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