DONKEY KONG COUNTRY 3

smashtennis.JPG (10789 bytes)Il terzo episodio della saga Rare non si allontana dalle meccaniche instaurate precedentemente. Personaggi a parte, che naturalmente mutano caratterizzazione, ritroviamo in Donkey Kong Country 3 la essenzialità arcade che aveva decretato il successo dei primi due capitoli. Ciò significa che ancora una volta dovremo alternarci alla guida di due personaggi complementari alla azione, ognuno con il proprio grado di agilità e potenza. Dixie Kong e Kiddy Kong si diversificano in effetti per il solo disegno esterno, visto che sostanzialmente ripercorrono le dinamiche peculiari del primo episodio - gorillone accompagnato da peso leggero - per una alternanza ludica ancora in grado di sorprendere. A discapito di una perduta originalità la opera Rare si mette in luce grazie alle sue doti giocose, collaudate in modo definitivo e sintomo di definitiva completezza.

In realtà qualcosa è cambiato. Se nei precedenti due capitoli bisognava sostanzialmente superare i livelli seguendo lo schema della successione lineare, adesso vi è una mappa percorribile più o meno liberamente con alcuni mezzi di trasporto. Tuttavia per fruire di questi ultimi è necessario attuare una iniziale ricerca a tappeto atta al ritrovamento dei pezzi che li compongono, scoprendo un inedito coefficiente esplorativo e vivacizzando di conseguenza il gameplay. Nulla di trascendente, sia chiaro. Entrati in possesso delle navi e degli hovercraft del caso sarà possibile perlustrare la mappa in assoluta libertà, scegliendo liberamente fra i moltissimi mondi che delineano l'universo esotico di Donkey Kong. La giocabilità è eccellente. Per quanto di precisa derivazione, il divertimento platformista "iniziato" nel '94 continua a garantire ore di saltellamento più o meno spensierato sconguirando qualsiasi picco di frustrazione. Lo schema di gioco propone le classiche varianti sulla orizzontalità dello scrolling delineando, fra locazioni nascoste e situazioni trasversali dinamiche, una interazione assolutamente naturale. Indubbiamente, soprattutto per chi avesse già ultimato i primi due episodi, questo terzo non offre nulla di veramente nuovo. Il deja-vu latente nello schema del "salta-afferra-arrampica" comincia a risultare datato e privo di stimoli interessanti, ancorchè l'impasto resti discretamente longevo e di raffinata degustazione; moltissimi i livelli affrontabili e in effetti tante le ore di gioco effettivo.....

Donkey Kong Country 3 è un platform che ribadisce il classico. Con le tecnologie a 32 bit ormai sul mercato, Rare esprimeva la vetta tecnologica del Super Nintendo attraverso la rappresentazione di un fondale renderizzato di inaudito dettaglio. Le animazioni rasentano ancora una volta la perfezione grazie agli innumerevoli fotogrammi che le compongono, ma anche il character design tutto si inerpica verso una ideale perfezione iconografica. I livelli, salvo alcune eccezioni, risolvono una divrersificazione minuziosa, che illustra mari, monti, caverne e foreste splendidamente resi e magistralmente sorretti da un persistente parallasse. Non si ravvisano imperfezioni grafiche rilevanti, vista la assoluta fluidità dello scorrimento, malgrado non si raggiungano risultati ugualmente validi sul fronte sonoro. Nulla da dire sugli effetti, che riproducono grugniti e versi gradevoli, ma le musiche di certo non possono definirsi esaltanti nè tantomeno originali nel contesto. Detto ciò il Donkey Kong Country 3 di Rare resta un titolo che l'appassionato dei giochi a piattaforme - prima ancora che della saga - non dovrebbe farsi sfuggire per le mani, in virtù di una confezione e di una concezione che attinge spudoratamente alla giocabilità elementare forgiata da Nintendo. Senza dubbio la stanchezza del concept si avverte (ed è anche fisiologico con due episodi sul groppone), così come la ripetitività di alcune situazioni e la non eccessiva difficoltà complessiva, ma sono giusto gli unici compromessi di una azione ludica di primo livello, che nonostante tutto riesce ad entusiasmare e divertire senza particolari condizioni. Così nel 1996 la saga si chiude degnamente. Sarebbe stata ripresa tempo dopo su Nintendo 64 senza raggiungere, però, quei fasti che il Super Nintendo gli concesse in un triennio di eccellenti conquiste tecnologiche e concettuali.....      

 

 

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PRO

Giocabilità irreprensibile

Graficamente estremo

                  

CONTRO

Concept ormai abusato...

                   
                       

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