DRAGON BALL Z 2: SUPER BUTOUDEN

dragoncover.jpg (58929 bytes)Tra le trasposizioni del manga di Toriyama Dragon Ball Z 2 rappresenta una valida incarnazione, quantomeno sul Super Famicom. A ben pensarci, neppure i successivi capitoli apparsi su Playstation possono avvalersi del medesimo spessore di questo capitolo, che quindi resta una scelta fondamentale per i fan della serie, ma anche per gli appassionati di picchiaduro. Il manga sembrava quasi predisposto a una successiva traduzione elettronica, per via della sua stessa struttura: una interminabile successione di combattimenti faceva in modo che il lettore entrasse in una ottica da picchiaduro prima ancora che il videogioco fosse prodotto. Il primo tentativo di conversione, specificamente per Super Famicom, si rivelò discreto ma nulla più, forse per un sistema di gioco "aleatorio" che vedeva scontri aerei a lunghissime distanze avendo a disposizione un limitato parco mosse. Fu così che nel secondo episodio Bandai decise di proporre un prodotto che potesse rispecchiare quanto più fedelmente l'opera di Akira Toryama, e di realizzare così una fedeltà fuori parametro.

Il fattore predominante è costituito dal grandissimo numero di mosse effettuabili, anzi direi spropositato. Ogni combattente possiede una infinità di combinazioni, che scaturiscono, nella maggior parte dei casi, in mosse dalla spettacolarità devastante ; gli scontri corpo a corpo, limitati di numero, saranno sminuiti dalla necessità di colpire l’avversario con palle di fuoco, fasci di energia e altre diavolerie tipiche della serie. Il tutto è mosso a video con estrema velocità, in un mondo dal dettaglio estremamente elevato ma soprattutto molto simile alla controparte cartacea e animata. I lottatori saranno facilmente riconoscibili nel loro design, ma anche per via di animazioni realmente "catturate" dalla serie televisiva, trasmessa per intero anche in italia. Se si considera poi un sonoro di buon livello, con ottime musiche ed effetti, se ne deduce un pacchetto tecnico di assoluto rilievo. E' fatto risaputo che Bandai si sia raramente prodigata nel produrre dei videogiochi ispirati alle "sue" saghe che non fossero un mero specchio del merchandising, quindi Dragon Ball Z 2 rappresenta una gradita eccezione. Non dimentichiamoci poi di una giocabilità estremamente elevata, supportata da uno spessore di gioco latente nello sblocco di personaggi inediti, e nella assimilazione di tutte le mosse di ogni combattente (il che non è affatto una impresa facile).

Sulla scia del successo di Dragon Ball Z 2 Bandai ne produsse un seguito, che comunque non superava tecnicamente il predecessore ed anzi, in svariate occasioni, mostrava un’assemblaggio sin troppo frettoloso sia sul fronte tecnico che su quello meccanico. Di videogiochi ispirati alla saga ne sono usciti a decine, per praticamente tutte le console e i sistemi ludici esistenti. Ricordiamo una versione "anime style" apparsa per Sega Saturn verso il '96, oppure quelle per Sony Playstation (bidimensionali e tridimensionali) che comunque non hanno lasciato il segno nè per realizzazione grafica, nè per un divertimento che risultava pericolosamente latitante. Il talento dei programmatori Bandai è quindi tuttora in discussione, per quanto le decisioni aziendali limitino probabilmente uno staff di artisti potenzialmente in grado di proporre videogiochi di altissimo livello. Effettivamente Bandai venderebbe sempre e comunque i suoi prodotti, sfruttando il loro blasone "animato", ben sapendo che il fan dei cartoni animati acquista tutto di tutto senza considerare il reale valore del prodotto finito, assumendo un atteggiamento ipnotico e pertanto privo di quasiasi senso critico razionale. Allora perchè massimizzare lo sforzo di programmazione quando lo scemo di turno acquisterà il gioco in ogni caso? Non diamo torto a Bandai per una politica dipendente da una utenza di scarso valore "intellettuale", considerando quindi questo capitolo come un caso isolato, quasi fortunoso, che portò i progettisti a non indugiare sulla programmazione pura, e a creare quello che tuttora rimane un buon esponente videoludico della interminabile saga di Dragon Ball.

 

 

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PRO

Eccellente character design

Centinaia di mosse performabili

Molto divertente

CONTRO

Sonoro migliorabile

                    
                  

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Note di produzione