FINAL
FANTASY IV Per lo "zoccolo duro"
della corrente ideologica fantasiana è da Final Fantasy IV che
la autenticità ruolista di Squaresoft comincia a manifestarsi. Indubbiamente sui sedici
bit del Super Famicom ebbero a giovarsi quei comparti che erano difficilmente performabili
su di un hardware a otto bit quale era il Nes, e non parliamo solo di grafica. Final
Fantasy IV è, per molti versi, il primo, vero Final Fantasy. Il rigido sistema di
combattimento a turni, caratterizzante nei primi tre episodi, viene adesso accantonato per
favorire una più flessibile visione comportamentale dei nemici e del party stesso:
denominata Active Time Battle, tale metamorfosi strutturale ha effetto immediato
sulle metodologie belliche. Così il cambiamento di direzione, anche parziale, conferisce
al nuovo Final Fantasy uno spessore non solo narrativo ma anche strutturale, meccanico.
Il percorso stilistico iniziato da Final Fantasy molti anni prima, che aveva visto un progressivo approfondimento caratteriale dei personaggi-eroi e un sensibile raffinamento della componente emotiva delle vicende assurge, sul Super Nes, a un "manifesto del cambiamento" strettamente di forma. La storia narrata, anche se ancora legata a un medioevo fantastico, comincia ad esplorare dall'interno la autenticità dei personaggi impersonati, innescando una catena di diaologhi altamente drammatici, instaurando un rapporto giocatore-alter ego per la prima volta non banalizzato dagli stereotipi del contesto. Il grande merito "storico" attribuibile a Final Fantasy IV è quello di descrivere una fantasia "viva", vera, legata a filo doppio al mondo reale, quello non videoludico che delinea le umane frustrazioni facendo emergere, all'atto estremo, sentimenti dettati dal coraggio, dalla saggezza, dalla arroganza, dalla intolleranza e anche dall'amore infinito che unisce l'uomo alla terra. Non sarà solo Squaresoft ad evolversi in questa sua nuova avventura, bensì il gioco di ruolo tutto, quel jrpg che da semplice "viaggio spensierato" diventava un vero e proprio percorrimento interiore. Certo, il distacco dalla tradizione non è ancora così netto come ci si potrebbe attendere, ma il primo passo era ormai a compimento: non si poteva più tornare indietro. Tutti i futuri giochi di ruolo del Super Nes (e non solo quelli realizzati dalla Squaresoft) sarebbero stati pesantemente influenzati da Final Fantasy IV. Dobbiamo ammettere che, per quanto innovativo, il quarto capitolo della "fantasia finale" soffre ancora di alcune limitazioni ludiche. La casualità degli attacchi all'atto della perlustrazione è ancora pesante, continua. Se è vero che le battaglie siano necessarie alla evoluzione dei personaggi, è altresì irritante dovere approcciarsi a un duello anche quando, in teoria, non sarebbe necessario. Si assiste inoltre a una linearizzazione eccessiva della trama portante, che resta tale per quasi tutta la durata di gioco, distraendosi giusto nelle battute finali ma anche garantendo una fruizione diluita nel tempo, in grado di produrre più di trenta ore filate di gioco. Come per i tre precedenti capitoli, Final Fantasy IV va "accettato". Superate le astrusità del suo essere ancorato alla tradizione, non si potrà che apprezzarne l'evoluto sistema di combattimento, che mischia sapientemente la strategia dei turni e delle magie performabili a una visione "action" atta a rendere più immediati gli scontri. Purtroppo la scarsa varietà dei nemici non aiuta ad assimilare questa nuova direzione ludica, il che finisce per penalizzare in parte il lavoro di revisione attuato da Square. E' tuttavia difficile non innamorarsi di un titolo come questo. Curato sin nei minimi particolari e graziato da una sconfinata estensione territoriale, Final Fantasy IV offre una visione estetica medievale evoluta per ricchezza dei particolari, poliedria cromatica e dettaglio. Ogni singola landa esplorabile concede al giocatore il privilegio di una immedesimazione diretta, resa possibile dall'affresco scenografico che non scade quasi mai nella semplificazione, cercando di ampliarsi, modificarsi, contestualizzarsi. E lì dove la illusione grafica non può arrivare sopraggiunge la poesia delle musiche, a compimento di una opera che si uniforma alle passioni, autentiche, della fantasia immaginifica di Square.
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PRO |
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Affresco ruolista adulto e profondo |
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Ottima realizzazione grafica |
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Colonna sonora straordinaria |
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Active Time Battle |
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CONTRO |
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Attacchi casuali |
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Scarsa varietà dei nemici |