ILLUSION
OF GAIA Uscito nel' 94 per contrastare lo
strapotere di Squaresoft in ambito RPG, Illusion Of Gaia si presentava come il
portabandiera Enix sulla console Nintendo. Fatto strano, la titolazione Europea cambiava
in Illusion Of Time, facendo si che si creasse una misurata confusione
nel discernere le due edizioni. Tipiche stranezze delle software house giapponesi,
su cui sorvoleremo per esporvi in modo dettagliato (si spera) le caratteristiche di un action
RPG fantasioso. La storia vede una misteriosa cometa che si avvicina pericolosamente
alla terra, che tempo addietro aveva causato radicali mutazioni ambientali, ma che adesso
sembra mostrarsi in un aura sinistra e distruggitrice. Will, protagonista del gioco,
dovrà fare chiarezza sull'arcano, aiutato dai suoi poteri ESP e di comunicazione con Gaia,
la madre terra, che lo proteggerà lungo il suo avventuroso girovagare.
Illusion Of Gaia si apre all'interno della accademia frequentata da Will e i suoi amici per poi, gradualmente, presentare i personaggi chiave su cui la storia crea i suoi intrecci. Tra questi vi è sicuramente il padre di Will, di cui non si hanno più notizie da quando si avventurò verso la Torre di Babele. E' quì che Illusion Of Gaia avrà il suo culmine, dove il cerchio si chiuderà svelando a Will l'arcano riguardante suo padre e la cometa. Ma non sveliamo troppo. Piuttosto, ci soffermiamo sulle caratteritiche che differenziano Gaia dal suo successore Terranigma, visto che Quintet ha creato un affresco scenografico tendente al classicismo del RPG, sulla falsariga di un fantasy rinascimentale. Percorreremo grandi distanze attraverso i misteri della muraglia cinese, delle antiche piramidi egizie, cercando di scoprire le leggi temporali che muovono sittali monumenti e domandandoci costantemente se esista davvero un nesso tra questi, la cometa e Babele. Il viaggio è affascinante. Ma non quanto avrebbe potuto essere se la storia, narrata in modo eccellente, fosse stata meno evasiva su alcuni punti e avesse cercato di approfondire filosoficamente alcuni accadimenti. Sul sistema di controllo, semplice e immediato, non vi è molto da dire giacchè tutte le complicanze del gioco di ruolo classico sono quì estromesse in favore della azione diretta, quasi del tutto arcade, che facilita il compito ai neofiti e appaga il fautore dell'action RPG forgiato da Squaresoft. Rispetto a Terranigma, Illusion Of Gaia non preclude al protagonista la possibilità di trasformarsi in forme umanoidi evolute. Avremo modo di mutarci in Freedan, cavaliere con tanto di spada e con poteri di attacco potenziati. Le sue facolta ci consentiranno anche di accedere in locazioni precedentemente inaccessibili e di usufruire di maggiore agilità. Superato metà gioco potremo divenire Shadow, personaggio in grado di attraversare le pareti e dotato di una forza sovrumana...ma non vi diciamo altro. Illusion Of Gaia è un tiolo che va scoperto giocando, evolvendosi di pari passo con il racconto, soffermandosi sulla poesia dei luoghi, delle vicende, degli echi ancestrali che legano Will a un mondo che trascende la storia e la fantasia, ponendoci nel mezzo di una plausibilità letteraria ideale. Quintet, che si era già occupata dei due Actraisers, concede anche una visione estetica illuminata: impossibile non notare il dettaglio di tutti gli ambienti, le fattezze multicromatiche degli sfondi, la sontuosa architettura delle costruzioni in pietra. Ogni particolare concorre a completare un assetto scenografico isometrico per nulla inferiore a Secret Of Mana, sebbene forse meno vario nella rappresentazione degli ambienti esterni. Nel complesso il lavoro svolto dai grafici è pressochè inappuntabile, e possiamo tranquillamente affermare che, nel' 94, Illusion Of Gaia fosse tra i giochi per Super Nes dalla grafica più accattivante. Il sonoro potremmo addirittura definirlo sperimentale nelle musiche, soavi e rigorose, dagli echi orientali e piacevolmente pacati. Lasciarsi trasportare dalla colonna sonora diverrà quasi inevitabile, a meno di non apprezzare le tonalità rinascimentali proposte dai musicisti. Sicchè, ancora una volta, il Super Nes si dimostra la console ruolista per antonomasia, che ancora adesso non possiede eguali nella produzione quantitativa e qualitativa del genere.
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PRO |
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Ottima rappresentazione grafica |
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Storia adulta e avvincente |
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Struttura ludica flessibile |
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CONTRO |
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Meno profondo di Terranigma... |
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