| GRADIUS
III
La velocità della navicella sarà diretta conseguenza di alcuni pod che dovremo raccogliere, in modo da poterla moltiplicare più volte e quindi ottenere maggiore agilità. Attenzione però, perchè una astronave troppo agile diviene difficilmente controllabile, quindi consigliamo una via di mezzo (due livelli di velocità) a privilegio di una buona velocità e discreto potenziale di spostamento. La prima cosa che balza subito agli occhi e la grande cura per il dettaglio. Konami non si è di certo risparmiata concedendosi picchi di sapiente maestria fotografica; le statue dell'isola di Pascua sono ormai quasi il simbolo dello sparatutto Konami, quasi a giustificare la loro reale provenienza, così come i mostri organici delle sabbie, splendidamente animati e di ottima caratterizzazione. Osserveremo un grande quantitativo di sprites muoversi senza eccessivi problemi in un'area di gioco molto estesa, anche se la realizzazione tecnica non è, come vedremo a breve, esente da imperfezioni. Gradius III è uno sparatutto bello da vedere, ma anche molto gratificante a livello di gameplay. L'azione si svolge con discreta velocità, ma il fatto cruciale è la sensazione di sparo che produce con il tempo, una radicale progressione che sarà assimilata gradualmente, senza esasperare, quantomeno inizialmente, il videogiocatore alle prime armi. I reali problemi cominciano dal secondo livello in su, in quanto specchio del credo ossessivo e logorroico della scuola sparatutto di stampo tradizionale. La difficoltà diviene massiccia, e dovremo ottenere da noi stessi il massimo della reattività per venire a capo di situazioni di effettiva congestione. D'altronde lo shoot'em up Konami è sempre stato esigente e propenso verso situazioni eternamente disperate ed eternamente vissute in solitario. Soli contro tutti, insomma, come accadeva in arcade. In proposito l'adattamento domestico si rivela tecnicamente riuscito e si avvantaggia della estesa palette cromatica del Super Famicom. Da un punto di vista strettamente visivo il titolo è quasi indistinguibile dalla versione originale. Rileviamo qualche problema nella stabilità dello scorrimento, probabilmente a causa dei limiti intrinseci del processore a otto bit dalla piattaforma Nintendo, da sempre in imbarazzo quando si trattava di velocizzare la azione e gestire molti sprites a video. Ciononostante, i problemi non sono così gravi da limitare il gameplay, visto che i lievi rallentamenti finiscono per rendere il gioco ancora più giocabile. Sicchè giocare diviene istintivo, procura esaltazione, innalza l'adrenalina anche per le musiche che ci entrano nel sangue, costringendoci a navigare contro l'impossibile e sferrare un ultimo, feroce attacco verso l'orda aliena. Gradius Terzo è quindi una conversione importante e quasi inattesa, che nel '91 avvicinava gli utenti del 16 bit Nintendo allo sparatutto più classico. Ed ha senso giocarvi adesso, nonostante gli emulatori. Ha senso perchè giocheremo senza le continue infinite di Gradius III & IV e immersi nella condizione di "riscoperta" che solo l'inserimento della cartuccia è in grado di restituire.
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PRO |
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Gradius è sempre Gradius... |
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Grafica eccelsa |
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Musiche eccellenti |
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CONTRO |
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Sovente molto ostico |
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