GUNFORCE Visivamente si è in apparente
vicinanza con l'arcade omonimo. Che era piuttosto distruttivo, in termini di proiettili e
sprites vari a video. Ma, pure con riluttanza, dobbiamo ammettere che non si tratti di una
conversione memorabile. Diciamocelo, Gunforce è un coin op di ottimo
livello, frenetico fino alla nausea, in due addirittura leggendario e di una giocabilità
distruttiva di primo livello. Sul Super Nintendo, purtroppo, quella che era la
caratteristica portante dell'arcade, ossia la velocità della azione, viene snaturata sul
nascere. Tutto si muove piuttosto lentamente, a scrolling incerto, con un dimezzamento
degli sprites mobili e un decremento sul numero di fotogrammi di animazione. Eppure non
sarebbe corretto bocciare del tutto questa trasposizione di Gunforce. La essenza bellica
che porta alla acquisizione di nuove armi e nuovi veicoli è rimasta fondamentalmente la
stessa, e soprattutto è ancora possibile giocare in due simultaneamente. Probabilmente
l'adattamento avrebbe avuto miglior sorte se realizzato uno e due anni più tardi, quando
la difficile tecnologia del Super Nintendo fu talmente sviscerata da consentire quel
miracolo di conversione che è tutt'ora Street Fighter Zero 2.
Sostanzialmente si tratta di uno sparatutto a scorrimento
orizzontale contaminato da elementi platform. Un action game, praticamente. Il
nostro eroe corazzato spara in modo multidirezionale mentre una valanga di nemici attacca
a oltranza prima di giungere, come di consueto, al boss di fine livello. La lunghezza di
ogni stage ci è apparsa piramidale, allorchè nei primi quadri sarà piuttosto semplice
giungere a conclusione e negli ultimi si avvertirà un sostanziale allungamento delle
distanze orizzontali. Il divertimento, preso senza raffronti con l'originale arcade,
persiste in modo accettabile: bombe a mano, sparatrac, tric trac al napalm ed esplosioni
varie consentiranno una discreta immedesimazione alla azione. Ma la lentezza è altresì
palese, e stride un po' con il tipo di ambiente ostentato dal titolo Irem (non a caso la
conversione è opera di una sussidiaria, tale Bits). Viene in soccorso la buona modalità
in multiplayer, ma soprattutto la gestione delle risorse belliche esterne, che
conferiscono alla successione un motivo di originalità e interesse. Potremo pilotare
elicotteri e carri armati, maneggiare mitragliatrici mobili, usare ogni sorta di mezzo
terrestre e non come "ariete di sfondamento" per rastrellare carne attraverso
comodi corridoi. Il bilanciamento della difficoltà tiene fede agli standard ludici del
periodo, conducendo il giocatore fino a tre quarti della "avventura", per poi
indurlo a una acquisizione mnemonica dei nemici e quindi innalzando il numero degli
stessi.
Quella di Gunforce è una conversione innocua. I
programmatori hanno cercato di non sacrificare troppo la visione estetica di insieme
nell'intenzione di non perdere la propria dignità di esseri umani. Il risultato è il
classico adattamento "d'altri tempi", che cerca di non deludere a un primo
impatto ma che poi naufraga in una via di mezzo che snatura del tutto la essenza del coin
op di origine. Quello scrolling lentissimo e snervante, quella apatia dinamica del
personaggio principale e nondimeno quello slow motion dei proiettili sacrificano
sin troppo il disegno originale, ancora validissimo, sottoponendo la console Nintendo a un
lavoro eccessivamente problematico per i suoi standard tecnici. Anche il sonoro non riesce
ad attizzare il nostro apparato acustico a causa di effetti abbastanza anonimi e di una
colonna sonora che, concedetecelo, risuona confusionaria e priva di personalità. La
ancora di salvezza del titolo Bits viene dal gioco in due, indubbiamente apocalittico, e
tuttavia ben lontano dai fasti distruggitori dell'originale arcade. Per quanto non vi
siano pesanti rallentamenti, le compassate cadenze di gioco latenti sin dal primo livello
porteranno il giocatore ad una prematura senilità. Complessivamente trattasi di titolo
nella media, non del tutto da buttare grazie a quelle che erano le caratteristiche
vincenti del coin op (interattività bellica e grande varietà della azione), ma che resta
al di sotto delle aspettative nonostante i buoni propositi.
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