HAGANE Red. Mmm, questo team di
programmatori non mi è nuovo. Vediamo: Soldier Blade, Winds of Thunder,
Kabuki Klash. Tre titoli presi a caso da una estesa produzione, di cui Red ha
patrocinato le attitudini al successo. Hagane è il loro primo lavoro sul
Super Famicom, e rappresenta di certo un grande passo in avanti per gli action game
in due dimensioni. E in apparenza un platform game, ma se si approfondisce
maggiormente la sua particolare struttura se ne deducono innumerevoli variazioni
tematiche. Diciamo che Hagane potrebbe essere un gioco a piattaforme contaminato da
intrusioni al genere beatem up a scorrimento e influenzato dalla vecchia
scuola sparatutto del sol levante. In questo frangente la Red riesce a
far valere tutta la sua esperienza per forgiare un prodotto che non è solo ibrido di
svariati generi ludici, bensì esaltazione del puro action game.
Nei panni di un eroe pseudomitologico dovremo affrontare
innumerevoli livelli di gioco, caratterizzati da soluzioni grafiche di grandissimo
livello. In primis, il protagonista è dotato di un carisma accomunabile a pochi altri
(solo Arthur e Alucard credo gli tengano testa) e si muove con estrema fluidità. I
fondali tutti appaiono particolarmente ispirati, tratteggiati con cura e sapientemente
colorati. Si assisterà spesso a scene apocalittiche di strani esseri che sovrastano
l'orizzonte, che si renderanno a noi visibili attraverso una lentezza quasi angosciante, a
evidenziare l'inesorabile avvento dell'orrore. Esseri soprannaturali concepiti in modo
virtuoso e arcano, animati con estrema sapienza e semplicemente grandiosi da osservare. In
tal senso il marchio Red appare quantomai evidente sia nel tratto "mitologico",
che nella creatività con cui l'incedere del nemico è anarcoide al continuum
scenico. Altresì presenti gli effetti speciali tipici del Super Nes, come rotazioni e
distorsioni, benchè il loro utilizzo non sia mai attuato con spoposito, e si amalgami
alla perfezione al contesto iconografico. Lo stile adottato per il disegno bidimensionale
può considerarsi incrocio tra cyberpunk e classicismo medieval-orientaleggiante;
troveremo figure plausibili come shogun o samurai, oppure creature di invenzione
biomeccanica, o ancora sedimenti organici viventi da fare invidia ad R-Type di
Irem. L'impasto scenografico trova la sua pace in una sorta di caos temporale
apocalittico.
Grandioso l'apparato estetico di insieme, inappuntabile la
fusione di svariati stili grafici, impeccabile la tecnica con cui il tutto è messo a
video: scrolling parallattico privo di indecisioni, fluidità costante, animazioni
sbalorditive, raffinato Mode 7. Ma è giusto soffermarsi anche su di una struttura che si
presenta originale per molti versi, e addirirttura rivoluzionaria per altri; diciamo che
nonostante la composizione dei livelli e le azioni da compiere restino ancorate al platform
game usuale, la consistenza caratteriale del personaggio principale crea
drammaticità e tensione emotiva. In molte situazioni, soprattutto nello scontro con i
boss, la azione può risolversi in una o due mosse strategiche, a dimostrazione delle
smisurate capacità belliche di Hagane: lo scontro corpo a corpo infliggerà un danno
considerevole, danno che aumenterà in base alla nosra abilità a effettuare combo
(fattore alquanto inedito nel campo degli action, in parte ripreso in Dracula X:
Nocturne in the Moonlight su Playstation). Il tutto scorre via senza sottrarre nulla
alla immediatezza, che si mantiene consistente per quelle precise caratteristiche arcade
che avevano fatto la fortuna di tutti gli sparatutto della Red. Parlando di sonoro,
invece, si rasenta la perfezione di una orchestra. Un sound orientaleggiante si
fonde ai virtuosi estetismi grafici, collocandosi su livelli di inaudita eccellenza. Le
variazioni musicali sono tante e tali da prodursi ai vertici della realizzazione sonora
del Super Famicom, eguagliando i fasti di Super Castlevania 4 e Demons
Blazon. Ringraziare Red per tutto ciò sarebbe di circostanza. Ma lo facciamo
comunque. Grazie Red per aver creato un videogioco degno di rimanere tra i migliori
apparsi sulla console Nintendo e non solo, in quanto parte di un universo
video-progressista contiguo alle forme artistiche moderne e sviluppato secondo una
scropolosa iconografia.
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