HAT TRICK HERO

finalfightcover2.JPG (16514 bytes)Visto il successo del coin op non vi è da sorprendersi se Taito decise per una pronta conversione sul Super Nes. Molti maniaci dell'arcade avrebbero acquistato il gioco senza fare troppo domande, e lo avrebbero accettato così come era. Patologia del provetto nerd videogiocatore, verrebbe da dire. Ma chi non ha mai commesso cazzate in ambito videoludico scagli il primo Joypad. Hat Trick Hero è il tipico videogioco calcistico basato sulla grezzaggine, e quindi sul divertimento. Trucchi, colpi sleali, arbitro non che fa altro che beccarsi pallonate in faccia e pallone che sembra una sfera di metallo pesante sono il filo conduttore di una esperienza che ha poco a che vedere con il calcio. Eppure in sala giochi tutto ciò poteva starci, vista la spettacolarità brutale della grafica e del gameplay, ma se un titolo del genere non me lo converti con la dovuta fedeltà finisci per snaturarlo alla radice. Ed è ciò che è accaduto per questa edizione Super Nes di Hat Trick Hero, che finisce per semplificare un titolo già semplice in origine trasformandolo da "elementare" a "minimale". Troppo, troppo annacquata questa edizione del coin op Taito per sperare di entrare nei cuori arcadizzati di chi aveva giocato all'originale.

Iniziato il gioco non dovremo fare altro che scegliere la nostra squadra e cominciare il campionato. Tutte nazionali, ovviamente. Il sistema di controllo prevede l'utilizzo di soli due tasti, uno per il passaggio e per il cross (sempre a mezza altezza) e l'altro per il tiro. Se tale approccio non era veramente un problema nel coin op, data la frenesia con cui tutto si muoveva, sulla console Nintendo diviene la causa di tutte le nostre frustrazioni. Difatti vi è stato un allarmante ridimensionamento generale, che oltre a restringere il campo e i giocatori influenza la varietà delle azioni, adesso limitate da un premi premi a casaccio dei pulsanti. Il ritmo è rallentato. Effettuando un passaggio la palla ricade a foglia morta, come se fosse attratta da una calamita. Calamità. Non vi è proprio nulla in questa conversione che si lasci apprezzare veramente, se non il verde del manto erboso, bello. In quanto a longevità siamo sotto lo zero. Vi è solo una competizione effettuabile e giocare contro la cpu è un assoluto suicidio. Non che la sfida contro un altro sfortunato essere vivente sia più esaltante, ma quantomeno quando si fa un goal lo si può deridere. Hat Trick Hero edizione Super Nes è un gioco molto brutto, che non lascia scampo e che ti opprime dopo soli dieci minuti di interazione. La cosa più bella è il design dei giocatori, carini anche se spartani, ma non possiamo non notare la scarsissima realizzazione tecnica generale.

La grafica fa tenerezza. I rempentini zoom dell'arcade, con tanto di scene di intermezzo e sprites ovunque vengono segati con brutale cinismo, tanto che dell'aspetto originario vi restino solo le porte. Le animazioni sono povere, anche se bisogna ammettere che quella dell'arbitro che viene sistematicamente colpito dalla sfera metallica non sia da buttare. Il disegno dei giocatori subisce una regressione del 30% e una scrematura di frames del 25%. E questo è quanto. Ora del sonoro meglio non parlarne. Perchè una simile zozzeria non si è mai vista neppure nei primi tentativi di programmino in basic con pallina che si muove su C64. I campionamenti, poi. I campionamenti stridono come unghia sulla superficie di una lavagna appena spolverata. E il vomito si impenna. Insomma per noi è difficile mandare al rogo un titolo che avevamo molto apprezzato nella sua versione per coin op, ma non possiamo fare altro che sentenziare una condanna per eresia, e non prima di una accurata fase di tortura sulla ruota. Se ne avete l'opportunità, acquistate la cartuccia del gioco (venduta a 0,5 centesimi su Ebay) e poi bruciatela, come abbiamo fatto noi. Renderete giustizia a una conversione immane, realizzata dalla stessa Taito, e questo è un fatto grave. Perchè se la avesse realizzata un pinco pallino qualsiasi staremmo qui a motivare il vomito con frasi del tipo "affidare la conversione a terzi si è rivelato un autogol". Ma non è così. Brava Taito. Ti amiamo perchè questo è brutto serio. Mai si è visto, e forse mai si vedrà, un adattamento da arcade più oscido.

     

 

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