DRAGON
BALL Z: Hyper Dimension Ogni
qual volta ci viene propinata una trasposizione videoludica di famose serie animate, e
soprattutto quando a proporla è la cara vecchia Bandai (oggi fusasi con la Namco), siamo
portati ad avvicinarci a codesti titoli con circospezione e timore, pronti a giocare una
boiata pazzesca prodotta meschinamente nella speranza di vendere solo per il titolo
impresso in copertina.Fortunatamente Bandai, già con le prime tre incarnazioni di Dragonball su Snes (tralasciando i GDR), aveva sempre creato giochi più che dignitosi, soprattuto per ciò che concerne il valido secondo capitolo. Codesto Hyper Dimension vide la luce al tramonto del Super Famicom nell'anno 1996 (2538 per il calendario buddista). I programmatori decisero di mutare la struttura rispetto ai precedenti episodi, struttura che si basava sull'uso dello split screen, tornando ad un sistema di gioco più classico e simile ai canonici cloni di Street Fighter II. Questo irrazionale desiderio di variare una ossatura collaudata e vincente, che oltretutto garantiva una certa personalità alla serie, ci mette in allarme, ma dopo qualche partita ci rendiamo conto che (incredibile a dirsi) anche con questo quarto episodio Bandai volle evitare brutte figure e forse accontentare Nintendo, visto che lo scatolino grigio all'epoca affrontava da solo le nuove console a 32 bit a colpi di capolavori, tamponando i ritardi del suo meno fortunato successore. Cosa offre questo Hyper Dimension a livello ludico ed estetico? Sotto il profilo grafico abbiamo una ottima resa dei personaggi, splendidamente caratterizzati nel disegno e nelle movenze. Le tecniche speciali utilizzano effetti di scaling e trasparenza e sono molto spettacolari, soprattutto nelle desperation move, che si possono eseguire solo quando la nostra energia è al limite, apparendo davvero devastanti. I fondali sono in generale solo discreti, più dettagliati rispetto ai precedenti capitoli (anche perchè molto meno estesi) ma assenti di effetti come suolo in movimento prospettico in uso comune in serie più blasonate. Ciononostante il fondale in volo col pianeta che ruota sotto di noi è assolutamente di grande impatto. Continuando a parlare del contorno, le musiche sono gradevoli ma non certo memorabili, mentre gli effetti sonori, soprattutto il parlato digitalizzato, appaiono di pregevole fattura: nel complesso quindi abbiamo un lavoro che va molto oltre il decoroso, e che si colloca su di un livello realizzativo medio alto. Parlando di gameplay, rispetto ai molti concorrenti, che nell'epoca d'oro dei picchiaduro uno contro uno affollavano gli scaffali, DBZHD ha una manciata di idee sue: durante gli scontri è possibile, con colpi particolari, scagliare l'avversario da uno stage ad un altro. Alcuni stage sono in volo (cosa che non soprprenderà di certo gli appassionati di Dragonball) ed in tali frangenti i colpi portati e l'approccio al combattimento in generale mutano radicalmente, aggiungendo maggiore spessore strategico; oltre a ciò è reso possibile balzare sul fondale per evitare attacchi scansandoli di lato e decidere la potenza delle nostre onde energetiche con la durata della pressione del tasto. Più in generale, ogni personaggio ha davvero moltissimi colpi ed uno stile di combattimento proprio e differente, cosa che renderà felici i tecnici del picchiaduro, che non sopprtano di trovarsi di fronte un sacco di personaggi esteticamente diversi ma uguali da giocare. Le dolenti note per questo titolo pervengono dal numero esiguo sia di personaggi, dieci, che di fondali, solamente otto (variati poi cromaticamente fra notte e giorno), veramente pochi considerando che all'epoca per Snes si trovavano il monumentale Street Fighter Alpha 2, che aveva 18 personaggi, e Mortal Kombat Trylogy, che addirittura ne detenva 32! Peccato, perchè questo gioco con qualche sforzo in più sarebbe potuto davvero essere un must non solo per gli appassionati della saga di Dragonball ma anche per chiunque altro. Così ci resta comunque un titolo ben realizzato e senza dubbio superiore a tutta la paccottiglia dragonballiana che si sarebbe succeduta negli anni a venire.
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PRO |
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Ottima grafica |
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Discreto spessore tecnico |
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CONTRO |
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Esiguo numero di personaggi |
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