KILLER
INSTINCT Non vi è dubbio che Rare abbia in qualche modo scopiazzato Acclaim e il suo
Mortal Kombat, con annesso concetto gore del combattimento. Anche per
ambientazione non siamo poi troppo distanti dal precedente, sebbene si debba dar credito
ai programmatori di aver creato un beat'em up dallo spessore tecnico ben più
elevato. In sala giochi Killer Instinct sfoggiava una veste renderizzata
pseudo tridimensionale altamente spettacolosa, che distorceva il piano in 2D
inquadrandolo, sovente, con repentine rotazioni. Ora sul Super Nes tutto ciò non era
possibile, ma i programmatori riuscirono comunque in una impresa quasi proibitiva
ricostruendo, pedissequamente, la grafica sontuosa originaria con tutti i frame di
animazione e perdendo, rispetto all'arcade, le sole zoomate (che erano a ogni
modo accessorie). Ma anche dal punto di vista della giocabilità il titolo Rare non
sfigurava...
In virtù di una buona diversificazione dei lottatori
Killer Instinct offre stili di combattimento sempre nuovi. Ognuno, mostro o umano che sia,
propone particolari tecniche di attacco e difesa che mettono in risalto una struttura di
gioco solida, derivante dalla immediatezza dei controlli e dalla relativa semplicità con
cui perfermare un buon numero di super mosse. La frenesia non manca, nè la sensazione di
fare del male acuita dall'introduzione del sangue, che verrà via a fiotti e che
culminerà nelle cruente fatality. Segnaliamo la presenza di un interessante
sistema di combo, simile per certi aspetti alle sequenze di Street Fighter Zero ma con la
differenza di appartenere a un concetto di gioco diametralmente opposto. La cosa peggiore
che potrà capitarvi nel giocare a Killer Instinct sarà quella sensazione di deja vu,
di già visto che rimanderà inevitabilmente alla saga a incontri di Acclaim. Ma non poi
troppo se teniamo presente che la fisionomia di molti personaggi è del tutto originale,
costituita da un bestiario degno di nota che annovera uomini lupo, scheletri viventi,
rettili giganti e mostri infuocati. Ecco, se in Mortal Kombat l'unico personaggio irreale
lo si incontrava nell'ultimo stage, con il gioco della Rare ci immergeremo da subito in un
constesto completamente distaccato dall'iperrealismo di Sub-Zero e company, con tutta la
violenza di questo mondo sicuramente, ma al servizio di una situazione ludica non reale. E
poi vi è una interessante modalità torneo che non dovreste trascurare...
Killer Instinct può tranquillamente
figurare tra i videogiochi più sofisticati mai approdati sulla console Nintendo. La
opulenza tecnica è tale da restituire al titolo Rare picchi di esasperato fotorealismo,
con un quantitativo impressionante di fotogrammi di animazione e una fluidità generale
praticamente perfetta. Oltre a svariati strati parallattici sullo sfondo i programmatori
hanno pensato bene di inserire anche lo splendido effetto scaling della
pavimentazione, ammirato nella edizione arcade e quì replicato con maniacale perfezione.
Ancora, la grandezza degli sprites è ben superiore alla media e mostra una accuratezza
per il dettaglio raffinata e cromaticamente perfetta. Ed è proprio l'uso dei colori a
sorprendere più di qualsiasi altro aspetto, giacchè sembra si sia abbattuto, attraverso
una serie di artifici di programmazione, il muro dei 256 colori avvicinando il tutto al true
color ottenuto per la edizione da sala. Di fatto l'hardware del Super Nes è spremuto
oltre ogni limite da una equipe che aveva già sbalordito con la trilogia di Donkey
Kong Country grazie alle routine di rendering proprietarie e a una
tecnologia di programmazione a quei tempi all'avanguardia. E anche sul fronte sonoro i
geniali realizzatori del gioco offrono spunti di diffusa eccellenza. Il soudtrack potente
si mantiene su alti livelli in tutti gli stage, offrendo altresì una nitidezza
di campionatura quasi cristallina. Senza contare l'inlcusione di un cd musicale in
allegato, che presenta una completa rimasterizzazione dei brani presenti nonchè alcune
tracce inedite non inserite nel gioco. Lasciateci allora esaltare questo Killer
Instinct perchè, malgrado la mancanza di originalità nel concept,
offre una delle migliori conversioni mai tentate per Super Nintendo nonchè un pacchetto
ludico di primissimo livello. Rinnoviamo la nostra ammirazione per la Rare consigliandovi
senza riserve l'acquisto del gioco.
|
 |