MACROSS -
Scramble Valkyrie Circa venti anni or sono venne
trasmesso sui nostri teleschermi un atipico anime "di robottoni": i vari mech
erano solo mezzi di trasporto, venivano spesso distrutti ed erano pilotati da uomini in
carne ed ossa, uomini che soffrivano, amavano, si ponevano problemi morali nell'uccidere
nemici a loro simili e che, talvolta, morivano. Tale anime era Macross, e con il suo
intreccio complesso fra sentimenti, guerra, fantascienza e tematiche sociali contribuiva a
segnare la crescita di una generazione. Questo preambolo invero non ha poi molto a
spartire con il videogame sotto esame, in definitiva un sempice spara e fuggi, ma era
giusto rammentarne le origini animate. Ma parliamo di questo videogame programmato dalla
Winky Soft e prodotto da Zamuse: la tentazione per uno sviluppatore a cimentarsi in una
simulazione di volo a bordo di mech, o in un qualcosa di articolato e complesso come la
serie animata ispiratrice poteva essere forte. Fortunatamente le possibili ambizioni
vennero lasciate da parte in favore di uno shooter bello massiccio e cattivo dove guidare
il nostro caccia Valkiria contro orde di alieni. Ringraziamo, che la decisione sia stata
presa per pigrizia o per rigurgiti di saggezza.
Cosa diavolo è un caccia Valkiria? Ciò si domanderanno i
nostri lettori meno attempati: trattasi di mezzo che normalmente appare in tutto identico
a un semplice aereo da guerra (salvo il fatto che possa muoversi anche fuori
dall'atmosfera) ma che all'occorrenza può trasformarsi estraendo un paio di gambe, utili
per camminare sul suolo in missioni particolari, o addirittura mutarsi del tutto in un
vero robot antropomorfo, che perde in velocità rispetto alla configurazione originaria
guadagnando sotto il profilo della potenza bellica pura. Terminato ogni convenevole la
domanda è: cosa possiamo trovare in Macross Scramble Valkyrie?
Originalità sicuramente no. Troviamo invece sette livelli di distruzione totale, sette
livelli difficili, dove la frustrazione è latente per i non addetti allo sparo abituale.
Possiamo selezionare tre personaggi della serie animata (Hikaru, Max e Miria per chi
conosce Macross), ognuno alla guida di un caccia dotato di un arsenale differente; abbiamo
a disposizione le tre trasformazioni di cui sopra, a ognuna corrispondente una difforme
velocità del mezzo (e tipologia di fuoco potenziabile raccoglieno dei power up).
Arma di una certa importanza è il cosidetto "Minmay
cannon" : in breve, anzichè attaccare i nemici possiamo avvicinarci a loro in
maniera pacifica, facendogli ascoltare una dolce melodia che parli al cuore di taluni,
portandoli dalla nostra parte. Ludicamente ciò si traduce nel fatto che inizieranno a
fluttuarci atttorno come pod rotanti, aumentando la nostra potenza di fuoco. Disponiamo di
continue limitati e di una sola vita. Persa questa, anche continuando saremo costretti a
ricominciare da inizio livello. La varietà dei nemici è piuttosto ampia, visto che
ognuno attacca in modo diverso rendendo necessaria l'assimilazione della forma del suolo,
in quanto spesso ci dovremo muovere per passaggi angusti mentre il nemico imperterrito non
accennerà a darci tregua. Tutto ciò potrebbe spaventare chi non è abituato al
romanticismo della vecchia scuola shootem up, alle avventure solitarie nel
cosmo per difendere la terra da alieni ostili. Ma questo lo si era capito. Tecnicamente
parlando il titolo è ineccepibile. Il che signifcia che tutto si muove in maniera fluida,
anche con lo schermo pieno di sprites. Le ambientazioni e gli avversari sono mediamente
ben disegnati e di discreto fascino, e le esplosioni ottime. Solo, dovremo scordarci
qualsiasi particolare virtuosismo grafico in quanto Winky Soft decise di non sfruttare
particolarmente le risorse del Super Famicom. Le musiche non trascinano. Risultano
interessanti sicuramente, ma non all'altezza della controparte animata benchè, è giusto
ricordarlo, nel livello ambientato all'interno del Macross, quando sorvoliamo il palazzo
dei concerti, è possibile udire le note della canzone di Minmay. E questo,
consentitecelo, è un tocco di gran classe.
|
 |