SUPER MARIO KART

axelaycover2.JPG (13605 bytes)Vi erano molte possibilità, formalmente ineccepibili, per descrivere questo titolo. Infine mi sono reso conto che per focalizzare l'essenza dello stesso era necessario un approccio più "grezzo", approccio di sostanza e non di forma: per avvicinarmi a Super Mario Kart abbandonerò la tipica impostazione "corale" delle recensioni. Risulta molto più efficace la chiave puramente personale, sentimentale se vogliamo. Faccio un balzo indietro di parecchi anni e mi rivedo di fronte al Snes in compagnia di un amico, eravamo rimasti incollati a Mario Kart dalle otto di sera fino alla stessa ora della mattina, il tutto senza renderci conto del tempo che passava. Da settimane avevamo completato tutti i campionati alla massima difficoltà, ma non era stato facile. L'obbiettivo era superarsi l'un l'altro, sia nella modalità di normale racing che nei duelli uno contro uno nelle arene: nuova invenzione di Nintendo che permetteva di sfidarsi a colpi di tartarughe sulla testa.

Il nostro livello di abilità si era fatto impressionante vista la mole di ore giocate, eppure ogni giorno si apprendeva qualche tattica nuova. Quella mattina ci decidemmo a fare finalmente l'ultima partita (dopo esserci ripetuti "questa è l'ultima" almeno mille volte); abbandonammo quindi le sfide sui tracciati per uno spareggio finale nell'arena, semaforo rosso giallo verde e via! Scatto a sinistra dirigedomi verso un bonus, lui procede diritto raccogliendone un altro. La situazione mi è avversa, lui ha trovato un guscio rosso, arma che insegue l'avversario senza necessita di mirare, mentre io ho un semplice guscio verde, che corre in line retta. Non faccio in tempo a pensare che lui è alle mie costole che già spara, siamo in uno stretto rettilineo, non posso coprirmi dietro ad un angolo ma ho una possibilità di ristabilire l'equilibrio: un secondo prima di essere colpito invece di lanciare avanti il guscio verde lo lascio alle mie spalle ed esso mi fa da scudo. Son salvo, per il momento. Al volo raccolgo un nuovo oggetto e questa volta il guscio rosso è mio, sparo senza tanti complimenti ma commetto l'errore di essere in uno spazio troppo aperto, lui balzella di continuo e riesce a saltare il guscio che sta per colpirlo. Se fossimo al chiuso il razzo inseguitore si accanirebbe di nuovo sul bersaglio originale, ma qui all'aperto è possibile da una certa posizione ottenere l'effetto "boomerang". Difatti il mio stesso attacco si ritorce contro di me e stavolta non riesco ad evitarlo... dannazione! Ma è solo un colpo e la sfida è appena iniziata.

Questo è solo un frammento, un esempio di quanto profondo può essere SMK. Non ho neppure accennato alle gare su pista che raggiungono livelli di tecnica assurdi; ciò che a prima vista è un gioco divertente, ma goliardico e superficiale nonchè basato un una serie di gadget, dimostra di essere il più tecnico racing di sempre, il tipo di gioco nel quale non si finisce mai di apprendere e in cui un novizio, seppur con tutta la foruna del pianeta, non batterà mai un vero esperto. Inoltre completare i quattro campionati ai livelli di difficoltà avanzati non è affatto semplice, anzi, la sfida è elevatissima. Ciò che mette un solco fra il primo Mario Kart e tutti i suoi più o meno riusciti seguiti è proprio questo, una sfida degna di questo nome e una profondità irrinunciabile. Codesti sequel possiedono una difficoltà irrisoria che porta a terminare il gioco alla prima partita o giù di li: ciò ne limita sia la veste grafica che la gamma di veicoli sempre maggiore ( l'unico titolo che si potrebbe definire "seguito spirituale" del capostipite è lo splemdido Diddy Kong Racing per N64). Con Mario Kart Nintendo aveva reinventato il genere delle "corse arcade demenziali" introducendo un gran numero di novità sotto il profilo ludico ed estetico. Pur alla luce di ciò il maggior pregio del gioco resta la allora stupefacente modalità a due giocatori, vera apoteosi ludica, sia in cooperazione (aiutandosi a vicenda per salire sul podio) che nella più accesa rivalità. Un titolo che rasentava e rasenta la perfezione. Ora, se desiderate farvi due risate, passare ore in allegria senza volervi impegnare troppo scegliete pure uno dei seguiti pubblicati per le console di ultima generazione, sono tutti ottimi giochi che regalano molto divertimento, però se volete giocare al vero Mario Kart, l'unica possibilità rimane quella di riaccendere il Super Nintendo.

 

 

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PRO

Profondità infinita

Modalità in doppio perfetta

Filosofia Nintendo ai massimi livelli

CONTRO

Ineguagliato

                  
                       

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