PERFECT
ELEVEN 2 Ammettiamo a priori che Perfect
Eleven 2 (World Soccer 2 Fighting Eleven) sia un gran gioco del calcio.
Ammettiamo anche che tutta la grafica, le animazioni, il sonoro siano stati rivisitati e
migliorati a dismisura rispetto al suo predecessore. Diciamo anche che è provvisto di una
grande giocabilità, che produce divertimento a vagonate. Però cè qualcosa che non
va, e che a distanza di qualche annetto dalla sua uscita appare ancora più evidente che
in passato. Ecco, ogni gioco calcistico che si rispetti dovrebbe perfezionare un sistema
di "tiro in porta" il più variegato possibile, che consenta di concludere le
azioni nei modi più disparati. Perfect Eleven 2 soffre congenitamente di una radicale
impossibilità a segnare da fuori area, salvo attraverso alcuni "trucchi" che
preferiamo non considerare parte del gameplay attivo, il che pregiudica un potenziale
capolavoro assoluto.
Purtroppo il titolo non presenta, come il suo predecessore,
i nomi originali dei calciatori, in virtù della questione dei diritti Fifa; poco male,
considerando che gli stessi rispecchiano la fisionomia dei calciatori reali, e che quindi
sia comunque facile riconoscerli in campo. Eccezionale la caratterizzazione di Ravanelli
(nell'epoca Sacchi fermamente in nazionale), di Roberto Baggio e Batistuta. Molto belle
anche le tipologie di terreno, striate e sovente consunte dai tacchetti, che davano
realmente la sensazione di trovarsi su di un campo di calcio. Nel campo animazioni,
rispetto al precursore, sono stati introdotti svariati "colpi segreti" come il
saltello e la scivolata ad arpione, nonchè nuovi modi di esultare e soluzioni di contorno
ancora più dettagliate. Notevole anche la possibilità di effettuare il cross con la
palla distante, nella cui animazione vedremo il calciatore adoperarsi in una
pseudo-scivolata in avanti... Ora gli spalti risultano più particolareggiati e meglio
animati, ed anche le variazioni metereologiche appaiono meglio implementate. Introdotta in
tal senso la situazione di neve, che influirà anche sulla praticabilità e il senso
estetico del campo (vedremo dune bianche assiepate a bordocampo). I portieri, adesso molto
più intelligenti, si lasciano sorprendere meno facilmente dai colpi di testa a seguito di
un traversone, e dribblarli risulta molto più complicato. E si ritorna, così, al dilemma
iniziale.
Paradossalmente la migliorata abilità dei portieri fa si
che il metodo più facile per segnare sia quello di superarli in diagonale, tirargli
addosso ed insaccare sulla ribattuta. In fase di testing è risultato pressochè
impossibile insaccare nè dal limite dell'area nè da fuori. Abbiamo imbastito
innumerevoli azioni di gioco, cercando di andare al tiro in diagonale, appena superata la
linea del limite, cercando di sferrare un tiro subito dopo un passaggio, ma il risultato
finale è sempre, ed inesorabilmente lo stesso: tiro respinto e molto spesso bloccato. Una
abilità quasi sovrumana che, purtroppo, sarà persistente anche da distanze ravvicinate,
allorchè subito dopo una respinta, ad apparente portiere battuto, vedremo lo stesso
avventarsi sul successivo tiro riuscendo, ancora una volta, a rimediare su di una azione
chiaramente destinata al gol finale. Questo limita una struttura di gioco comunque
realistica, comunque solida durante le azioni e plausibile in mezzo al campo, che viene di
netto smorzata dalla irritante, quasi schizofrenica routine comportamentale dell'estremo
difensore. Certo non è invalicabile, e anzi è solito commettere errori su situazioni di
gioco apparentemente innocue, ma ciò non toglie che il metodo matematico per segnare sia
quello di superarlo nell'uno contro uno, cercando un dribblig netto (ora molto più
difficile da effettuare) o la ribattuta su un tiro in diagonale. Un vero peccato,
considerate le immense potenzialità del titolo Konami. Prendendo singolarmente i due
capitoli della serie, è facile dedurre che gli stessi si completino a vicenda. La
soluzione migliore sarebbe stata quella di lasciare intatta la giocabilità del primo,
introducendo la grafica del secondo. Discorsi che lasciano il tempo che trovano, ma che
non intaccano la validità di Perfect Eleven 2, soprattutto considerando che è possibile
giocare in 4 contemporaneamente.
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