PERFECT ELEVEN 2

perfect2cover2.png (146620 bytes)Ammettiamo a priori che Perfect Eleven 2 (World Soccer 2 Fighting Eleven) sia un gran gioco del calcio. Ammettiamo anche che tutta la grafica, le animazioni, il sonoro siano stati rivisitati e migliorati a dismisura rispetto al suo predecessore. Diciamo anche che è provvisto di una grande giocabilità, che produce divertimento a vagonate. Però c’è qualcosa che non va, e che a distanza di qualche annetto dalla sua uscita appare ancora più evidente che in passato. Ecco, ogni gioco calcistico che si rispetti dovrebbe perfezionare un sistema di "tiro in porta" il più variegato possibile, che consenta di concludere le azioni nei modi più disparati. Perfect Eleven 2 soffre congenitamente di una radicale impossibilità a segnare da fuori area, salvo attraverso alcuni "trucchi" che preferiamo non considerare parte del gameplay attivo, il che pregiudica un potenziale capolavoro assoluto.

Purtroppo il titolo non presenta, come il suo predecessore, i nomi originali dei calciatori, in virtù della questione dei diritti Fifa; poco male, considerando che gli stessi rispecchiano la fisionomia dei calciatori reali, e che quindi sia comunque facile riconoscerli in campo. Eccezionale la caratterizzazione di Ravanelli (nell'epoca Sacchi fermamente in nazionale), di Roberto Baggio e Batistuta. Molto belle anche le tipologie di terreno, striate e sovente consunte dai tacchetti, che davano realmente la sensazione di trovarsi su di un campo di calcio. Nel campo animazioni, rispetto al precursore, sono stati introdotti svariati "colpi segreti" come il saltello e la scivolata ad arpione, nonchè nuovi modi di esultare e soluzioni di contorno ancora più dettagliate. Notevole anche la possibilità di effettuare il cross con la palla distante, nella cui animazione vedremo il calciatore adoperarsi in una pseudo-scivolata in avanti... Ora gli spalti risultano più particolareggiati e meglio animati, ed anche le variazioni metereologiche appaiono meglio implementate. Introdotta in tal senso la situazione di neve, che influirà anche sulla praticabilità e il senso estetico del campo (vedremo dune bianche assiepate a bordocampo). I portieri, adesso molto più intelligenti, si lasciano sorprendere meno facilmente dai colpi di testa a seguito di un traversone, e dribblarli risulta molto più complicato. E si ritorna, così, al dilemma iniziale.

Paradossalmente la migliorata abilità dei portieri fa si che il metodo più facile per segnare sia quello di superarli in diagonale, tirargli addosso ed insaccare sulla ribattuta. In fase di testing è risultato pressochè impossibile insaccare nè dal limite dell'area nè da fuori. Abbiamo imbastito innumerevoli azioni di gioco, cercando di andare al tiro in diagonale, appena superata la linea del limite, cercando di sferrare un tiro subito dopo un passaggio, ma il risultato finale è sempre, ed inesorabilmente lo stesso: tiro respinto e molto spesso bloccato. Una abilità quasi sovrumana che, purtroppo, sarà persistente anche da distanze ravvicinate, allorchè subito dopo una respinta, ad apparente portiere battuto, vedremo lo stesso avventarsi sul successivo tiro riuscendo, ancora una volta, a rimediare su di una azione chiaramente destinata al gol finale. Questo limita una struttura di gioco comunque realistica, comunque solida durante le azioni e plausibile in mezzo al campo, che viene di netto smorzata dalla irritante, quasi schizofrenica routine comportamentale dell'estremo difensore. Certo non è invalicabile, e anzi è solito commettere errori su situazioni di gioco apparentemente innocue, ma ciò non toglie che il metodo matematico per segnare sia quello di superarlo nell'uno contro uno, cercando un dribblig netto (ora molto più difficile da effettuare) o la ribattuta su un tiro in diagonale. Un vero peccato, considerate le immense potenzialità del titolo Konami. Prendendo singolarmente i due capitoli della serie, è facile dedurre che gli stessi si completino a vicenda. La soluzione migliore sarebbe stata quella di lasciare intatta la giocabilità del primo, introducendo la grafica del secondo. Discorsi che lasciano il tempo che trovano, ma che non intaccano la validità di Perfect Eleven 2, soprattutto considerando che è possibile giocare in 4 contemporaneamente.

 

 

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PRO

Grafica eccezionale

Sonoro di alto livello

                

CONTRO

Matematica impossibilità di gol

da fuori area

                       

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Note di produzione