PILOTWINGS Apparso nel 1991 su di un Super
Nintendo ancora giovanissimo e partorito da mamma Nintendo quasi come sorta di tech-demo,
atta a mostrare al mondo i prodigi del Mode7, Pilotwings è probabilmente
tra le più emozionanti simulazioni di volo del secolo scorso. Sempre che di simulazione
vogliamo parlare. Vuoto di pancia. Nessun altro titolo, neppure il pur riuscitissimo
sequel per N64 dà la sensazione di vuoto di pancia che restituisce questo Pilotwings: in
picchiata col nostro deltaplano, cogliendo all'ultimo istante una corrente ascensionale
che ci farà schizzare ancora in cielo o gettandoci col paracadute, mentre il suolo si
avvicina sempre piu' rapidamente, ci balzerà il cuore in gola e udremo fischiare il vento
intorno a noi, come se stessimo vivendo sul serio l'esperienza. Ecco, detto ciò possiamo
anche apprestarci a una recensione equilibrata: il titolo Nintendo ci mette al comando di
cinque mezzi differenti, biplano, paracadute, deltaplano, zainetto a razzo ed elicottero.
La maggior parte delle missioni si svolgeranno in accademia, dovremo difatti compiere una
serie di evoluzioni nel modo corretto per potere ottenere giudizi positivi dagli
istruttori che si avvicenderanno a insegnarci le tecniche piu diverse.
Istruttori che ricalcheranno diversi stereotipi, dal
ragazzetto giovane ed affabile che ci aiuterà ad ambientarci, alla ragazza carina e
dolce, fino allinglese dall'aria superiore ma simpatico. Senza dimenticare il
duraccio della malora che sotto la scorza ha un cuore d'oro. Col tempo ci diventeranno
familiari e ci verrà spontaneo far vedere loro "di cosa siamo capaci". Ogni
volta che supereremo un certo numero di prove ci sarà assegnata una patente che ci
porterà al livello successivo; le missioni in elicottero saranno una eccezione dato che
si tratta di vere e proprie operazioni di guerra. Utilizzare il biplano la prima volta è
sconvolgente: tanto sembra immobile e innocua la terra mentre siamo in alto, tanto essa
diventerà letale quando ci dovremo buttare in picchiata per poi risalire, nel tentativo
di passare sotto degli archi composti da sfere fluttuanti. Lo zaino a razzo è forse il
mezzo che garantisce maggiore controllo, perche potremo spostarci in ogni direzione,
fattore inerzia e gravità permettendo. Immaginatevi l'esaltazione di attendere l'ultimo
secondo per aprire il paracadute a pochi metri da terra, mentre tentiamo di atterrare in
un punto preciso, per quanto il deltaplano resti probabilmente la sezione piu' esaltante,
data la totale sensazione di insicurezza e onnipotenza che al contempo restituisce, con
noi lassù, soli, in volo nell'infinito ed in balia dei venti.
Compiremo manovre ai limiti dell'assurdo, toccheremo
altezze elevatissime e schizzeremo da cielo a suolo, talvolta fermando del tutto i motori
nel tentativo di effettuare i passaggi giusti, che faranno aumentare la nostra votazione,
ed infine dovremo atterare con precisione millimetrica. Prendermo poi il nostro elicottero
da guerra al salvataggio dei nostri stessi istruttori, muovendoci a zig zag per evitare
scariche di dardi che provengono dal suolo, mentre cercheremo di abbattere le varie
postazioni nemiche per potere atterrare: in tali frangenti ogni razzo che ci passa a pochi
centimetri, saettando fra le pale del nostro stesso mezzo, è in grado di farci saltare
sulla sedia tanta è la concentrazione, la tensione e l'immedesimazione
nell'evento.Pilotwings, oltre a mostrare nel 1991 una veste grafica inedita e sorprendente
e oltre ad avere dei controlli perfetti e musiche coinvolgenti, possiede il pregio degli
ampi spazi aerei, laddove ci si lascerà cullare poeticamente nel vento senza pretese di
realismo simulativo. Senza dover pensare a controlli complessi, ostinatamente ed
inutilmente realistici, ci ritroviamo a volare per davvero, non col peso di un manuale di
un quintale ma con l'agilità di un falco ad alta quota. Vale la pena oggi giocare
nuovamente un titolo vecchio di 16 anni, che in teoria faceva della veste grafica il suo
punto di forza? La risposta è ovviamente si. Pilotwings va molto oltre gli obbiettivi
prefissati da chi lo ha programmato. Va oltre i monti e le nubi, fino al cielo.
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