SUPER
PUNCH OUT!! Uscito originariamente in arcade
nel 1984, Super Punch Out ottenne la sua traslazione domestica dieci anni
più tardi su hardware Super Nes. Dieci anni che consentirono ai programmatori di
migliorarne notevolmente il comparto estetico (il coin op girava su scheda Z80), che per
quanto invariato nella essenza sfoggiava una colorazione più ricca e una maggiore
definizione. Un titolo ludicamente importante, questo di Nintendo. Concepito per
assecondare gli istinti del tipico frequentatore di sale giochi, forte dell'essenziale
sistema di controllo mutuato dal suo predecessore, Super Punch Out!! divertiva nel periodo
medio-lungo grazie alla sua parodia "boxista" deliberatamente anti simulativa. I
personaggi che caratterizzano il gioco sono lo "stereotipo nipponico" della
demenzialità, ed è giusto tale caratteristica a renderlo intramontabile.
La struttura di gioco proclama semplicità. Destro,
sinistro, schivata, parata (alta o bassa) e "super pugno" porteranno a un
gameplay di largo consumo, basato sulla frenesia dei colpi più che sul tipico
"attendismo" della boxe. Non manca una certa strategia di performazione colpi,
date le differenti tecniche di attacco degli avversari, ma la meccanica resta la stessa
fino alla fine. La ripetitività ciclica delle situazioni di gioco tenderà, a un certo
punto, a tediare anche il fan del coin op, ma questo solo dopo avere massacrato con gaudio
tutti gli assurdi avversari in guantoni. Super Macho Man, mito assoluto,
non fa rimpiangere il leggendario "Pizza Pasta" del primo Punch Out, benchè
anche il restante parco lottatori riesca a rendersi irresistibile per scemenza e
scorrettezza. Tra sputazze, bastonate e calcioni in faccia, i nostri avversari sono
l'emblema della visione arcade collaterale degli anni '80, che non approfondiva sulle
meccaniche di attacco o difesa per creare, pure involontariamente, un castello di
"trucchetti" utili alla continuazione bastarda dei livelli. Super Punch Out!! è
fautore di una giocabilità masochista, reiterata, riciclata. Eppure non manca di fornire,
nella successione dei livelli, quella divergenza strumentale classica il cui verbo è:
"non pensare, schiaccia tasto schiaccia tasto spara spara". E il Super Nes si
trasforma nell'ideale cabinato da mandare allegramente in frantumi, e poco importa se gli
avversari hanno una AI da stupidi automi.
Super Punch Out!! offre una serie di competizioni di
lunghezza e difficoltà variabile che ci porteranno, attraverso il Championship
Mode, allo sbloccaggio di una modalità di gioco "segreta". Diciamo che
la longevità complessiva è buona malgrado la banalizzazione del sistema di controllo,
che perseguendo il suo approccio arcade si fa garante di una interattività anche
occasionale, per una partita pomeridiana senza pretese. La barra che regola l'utilizzo del
super pugno (utilizzabile a riempimento completo) è l'elemento che crea flessibile e
ribaltabile la azione, e che rende meglio gestibili le situazioni di scarso
approvigionamento energetico. Ma la caratteristica meglio implementata nel titolo Nintendo
è la stessa che aveva decretato il successo del primo Punch Out, ossia la
caratterizzazione dei personaggi. Ogni avversario è messo su video con peculiare
personalità, in modo che il suo stesso deambulare concili con il rispettivo stile di
combattimento; la ilarità folle scaturita delle pose di questi ultimi vale, di fatto, il
prezzo della cartuccia. Ora, la realizzazione tecnica è di sucuro impatto. Tutti gli
sprites, di notevole grandezza, si muovono con estrema fluidità in una schermata che
inquadra dalle spalle e in trasparenza il nostro alter ego. Come introdotto vi è stato un
notevole miglioramento grafico rispetto all'arcade, che abbraccia sia il character
design che la generale qualità delle animazioni, per non parlare della completa
revisione del sonoro. Quindi ciò che Super Punch Out!! si propone è di gratificare il
giocatore con una azione tanto ludica quanto scenografica, che centralizzi la figura
dell'avversario coi guantoni attraverso una "messa alla berlina" che ne delini
gli aspetti demenziali. Un titolo "leggero", oseremmo dire, destinato a una
nicchia di videogiocatori disillusi, che ancora spera in un ritorno della idea arcade di
videogioco.
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