RISE OF
THE ROBOTS L'alba delle macchine, Rise Of
The Robots, è senza dubbio un gioco che all'epoca dela sua apparizione, 1994, guardava
almeno dieci anni avanti rispetto alla concorrenza. Per mesi autorevoli riviste mostrarono
bellissime immagini statiche del gioco che avrebbe portato aria nuova nello stantio mondo
dei picchiaduro. Imponente fu il lancio pubblicitario, ovunque se ne sentiva parlare come
di un messia. Prodotto da Acclaim, Rise of the Robots guardava dieci anni avanti, infatti
ai giorni nostri succede molto più spesso che un gioco molto pubblicizzato e molto
promettente dalle immagini sia una merda totale. Nel '94 episodi simili accadevano meno
spesso, e mai in maniera cosi eclatante.
Il titolo sviluppato da Mirage era, ed è, il piu
orripilante picchiaduro della storia, una gemma del chiavicume universale, un monumento al
peto, la fotografia della società umana che va degenerando in una parodia di sè
stessa...eccetera, eccetera, eccetera. Questo gioco fa schifo, le immagini che vedete in
questa pagina potrebbero far pensare che almeno la grafica si salvi, ma in realtà è una
vergogna anche quella: le animazioni non esistono e i movimenti sono steccosi e irreali.
Ma orsù, basta indugiare, procediamo con ordine nell'analizzare le molteplici
sfaccettature di questo prodotto: 32 MB di cartuccia, all'epoca erano tanti. Sette
personaggi di cui uno solo selezionabile nello Story Mode, quando il piu' infimo clone di
Street Fighter ne teneva minimo otto tutti utilizzabili. A questo punto pensiamo che
perlomeno nel versus sia possibile divertirsi con accanite sfide fra robot diversi....che
ingenui. No e invece NO neppure questo: possiamo accedere a sei personaggi su sette ma,
udite udite, nel VS uno dei due giocatori dovrà per forza usare il protagonista, un
cyborg. Alla Mirage spiegarono che era stato un prezzo necessario da pagare dato che le
collisioni erano precalcolate al millimetro. Quindi il povero giocatore, che ha l'ardire
di avvicinarsi a Rise Of The Robots, si aspetta che perlomeno queste collisioni siano
spettacolari; inizia a giocare e scopre di non averne mai viste di così brutte, scopre
anche che il tutto si muove ad una lentezza angosciante e che le animazioni fanno schifo. 32
MB di cartuccia, all'epoca erano tanti...
Il sonoro è assolutamente ridicolo e gli effetti sono
imbarazzanti. Una manciata striminzita di brani simil techno rasentano appena la decenza e
sono la cosa migliore di tutto il gioco, ma nel frattempo notiamo che la giocabilità non
esiste e che il nostro eroe, che dovrebbe essere il personaggio con più tecniche, sfodera
sei movenze: pugno, calcio e due mosse speciali. Oddio sono quattro, avevamo detto sei?
Beh chiunque puo commettere un errore. Ah, le mosse speciali, per chi sperasse in qualcosa
di spettacolare, sono una spallata e una capocciata. L'intelligenza artificiale non esiste
e i cattivi hanno due colpi: continuano a saltarci contro attaccando e basta. Ovviamente
non si riesce mai a capire quando si viene colpiti o meno in questa demoralizzante
confusione. 32 MB di cartuccia, all'epoca erano tanti: ma dove minchia sono
finiti? Ovviamente in una serie di ridicole sequenze in full motion video
tanto rare ai tempi su di un Super Nes quanto completamente inutili ai fini del gioco. Ed
ecco che Rise, gioco di cui abbiamo parlato pure troppo, ci svela la sua essenza: mera
facciata, filmati e bella grafica statica oltre a pressante pubblicità, tutto studiato
allo scopo di riuscire a vendere un prodotto orripilante. Rise Of The Robots 14 anni fa ci
annunciava verso che direzione si stava regolando il divertimento videoludico. Rise Of The
Robots è l'inizio della fine, e di questo dobbiamo rendergli merito. Grazie Mirage.
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