ROCKMAN 7 Non è che vi sia molto da
aggiungere: Rockman 7 - Megaman 7 - è l'update a sedici bit dei
precedenti episodi a otto bit. Assume però rilevanza il fatto che sia l'unico episodio
della serie regolare a essere approdato sul Super Famicom dal momento che la saga dei
Rockman X, nata sul Super Famicom e da intendere come spinoff, non segue il filo narrativo
dell'originale oltre a differire su alcuni aspetti del gameplay. Avremmo ritrovato Rockman
7 all'interno della Mega Man Anniversary Collection, uscita anni più tardi sulle
console a 128 bit (Dreamcast escluso). La novità importante di questo settimo episodio
risiede nella estetica. Se sul Famicom lo sprite del Rockman appariva minuscolo e
immodificato sin dal primo episodio, ora lo stesso si prende i frame di animazione del
Rockman X guadagnando pure qualche pixel in altezza, per mostrarsi massiccio. E' altresì
noto che il character design, eccezionalmente, venne affidato ad Hayato Kaji, che
pur sotto la supervisione di Inafune - l'artefice storico dei Rockman - ottenne piena
libertà creativa.
Rispettando la tradizione dei predecessori, Rockman 7
comincia con una breve fase di riscaldamento - il prologo - culminante con un miniboss che
si abbatte ridendo e scherzando. Il gioco vero si appresta subito dopo, sullo schermo di
selezione dei primi quattro Robot Masters - Freeze Man, Burst
Man, Cloud Man e Junk Man - superati i
quali si dovrà ultimare un livello di intermezzo (Robot Museum) che poi è la
via di accesso ai successivi Slash Man, Spring Man,
Shade Man e Turbo Man, questi si
veramente incazzati ma pur sempre portatori sani di Master Weapons - armi
speciali - che estirperemo loro una volta annullati. Ritorna gradito il supporto del cane
meccanico Rush, col quale produrre mosse a combinazione e grazie al quale
recuperare items altrimenti inaccessibili. Il nuovo Rockman non si fa mancare il
cannone a caricamento come mossa standard, e in certi casi può venire in possesso di un
potenziamento extra recuperando le lettere R.U.S.H. e quindi assorbendo il Rush
Super Adaptor, che sarebbe la fusione tra un pugno a razzo e un jetpack. E' comunque
possibile fare acquisti nell'apposito negozio di cianfrusaglie - l'Eddie's Cybernetic
Support Shop, raggiungibile dallo schermo di selezione dei livelli - per arricchirsi
l'arsenale coi crediti rilasciati dai nemici abbattuti. Discrete varianti. Sta di fatto
che Rockman 7 era e resta un titolo convenzionale, che va a modificare solo a margine i
caratteri basilari dei Rockman a otto bit.
Benché il titolo sia stato sviluppato in tempi ristretti -
si parla di tre mesi circa - non si può dire che manchi in giocabilità. Sarà anche più
lineare di un Rockman X, il quale può vantare un metodo di upgrade più
complesso e stratificato, eppure il collaudato sistema di gioco di questo settimo episodio
rivela un divertissement a cui il popolo Nintendo prestava ancora attenzione, a
metà anni Novanta, a qualche mese dalla immissione delle console a trentadue bit.
Difficoltà nella media per il genere: un comodo sistema di accesso via password va a
limitare la questione frustrazione, visto che taluni passaggi richiedono la trafila
dell'apprendimento prima di essere superati in destrezza. La sfida c'è. Capcom si
risparmia un po' ma dimostra di portare ancora a mente i fasti dei precursori, che erano
ostili ma appaganti. Qui ancora non ci si può abbassare - Rockman non ha mai ottenuto
tale movenza, da che esiste la serie - ma ci si può appigliare al salto e allo sliding.
Assai apprezzabile la tecnica grafica. E' evidente come gli ambienti e le
caratterizzazioni traggano ispirazione dalla serie "X", ma non si può dire che
il team creativo si sia risparmiato in bidimensionalità solide, che avvolgono le pareti
dei livelli e conferiscono dettaglio in parallasse. I fotogrammi di animazione dell'intero
roster dei personaggi saranno millemila, tanto sono fluidi, e non si denunciano
rallentamenti degni di attenzione pure nei momenti di riempimento massimo dello schermo.
Le musiche: buone. Pure coi riferimenti al passato, ai ritornelli canterini e tanto
allegri. Buone. Quelle di Megaman X sono meglio, ma in tre mesi si poteva anche
fare di peggio.
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