AKUMAJOU DRACULA

castlemini.JPG (9239 bytes)Che qui da noi è noto come Super Castlevania IV, primo adattamento della saga portante di Konami per Super Nintendo nonché opera di interesse culturale di inizio anni '90. Il vigoroso Simon Belmont rimette mano alla frusta e ancora una volta si appresta impavido alle armate del conte Dracula, la cui riserva di sangue doveva evidentemente essersi esaurita. L'orrore di Castlevania si riforma in un contesto bidimensionale evoluto grazie alle nuove tecniche di programmazione a sedici bit, e per quanto il titolo porti costante il richiamo alla trilogia del Nes in creazione di piattaforme e visuali classiche a scrolling d'orizzonte, vien consumandosi una geografia più estesa rispetto al passato. Konami vuole determinare il trapasso di un'epoca. Ma vuole anche instradarne una che si voti alla nobilitazione del videogioco formato silicio.

Al che Akumajou Dracula, canuto come le tenebre e aggravato all'onirico, evocatore di forze oscure ma pure liturgico nel momento della redenzione finale, si manifesta per attestare il segno dell'evoluzione del platform game. La possente musica d'apertura prelude l'eccellenza che si rivela a seguito, nell'ascendere di coreografie a due dimensioni che si votano a un mondo fantasioso eppur riferibile, che sia rapportabile a una certa narrativa di genere. Super Castlevania IV appare sul Super Nintendo per rimodellare la saga sulla via del parallasse e attraverso lo svecchiamento delle suggestioni audiovisive: la sequenza del ponte levatoio, leggendaria, apre verso una definibile riscrittura del metodo di consumazione, per cui lo sfondo si anima, i ponti crollano, i fantasmi danzano e i mostri raddoppiano in dimensione. Benché non provvista di una clamorosa quantità di fotogrammi, la animazione del Belmont regge la scena in aggiogo delle visioni arcaiche e arcade di matrice Konami, e in questo rancidume vetusto di ragnatele e castelli il biframe dell'eroe sterza, deciso, verso il munifico. Il Mode7 delle rotazioni riesce a non essere invasivo. La distorsione della forma dimensionale ha luogo come proiezione del movimento e si realizza a margine della mutazione angolare e letterale del racconto. La colonna sonora, impossibile, sconfinata, apre a scenari di solcabile austerità a tocco d'organo, per realizzare medioevi pop. Postmoderni. Masanori Adachi instilla la definitiva percezione del fantastico. 

Tuttavia è il gameplay di cadenze, di struttura, di scrittura, a sancire i tempi di gioco, a realizzare un disegno di trasmutazione verso l'irreale. Ed è impensabile non attaccarsi a una tale, clamorosa fascinazione di cavalieri maledetti, pipistrelli, lupi mannari, croci, aglio, vampiri, fantasmi, monaci scomunicati, scheletri viventi, zombies, cimiteri, aripie, draghi, antri infernali e tutti gli incubi più reconditi della media adolescenza. Vi è un nuovo metodo di indirizzamento della frusta. Che adesso mira in tutte le direzioni consentite dal joypad a intensificare l'azione e ampliare notevolmente le vie d'offesa. Inoltre, esercitando pressione continuata sul pulsante di fuoco, e agendo sui tasti direzionali, la frusta è in grado di roteare su se stessa e di funzionare a elica, coprendo per intero l'area circostante Simon Belmont. Per non dover parlarvi di questa meccanica ad agganci con cui ci si appende alla Indiana Jones e si affronta fior di balzi acrobatici assai utili, per non dire essenziali, quando lo schermo comincia a ruotare la sua asse e diviene urgente centrare l'appiglio sovrastante, per non cadere nel baratro. Lasciateci allora addentrarci nelle foreste che annunciano il castello, acché noi si possa divenire dipendenti di questa mistura di estetiche e cenci, che ricerca il dettaglio ma anche un suo punto di intermittenza con il level design: avvertiremo la sensazione di poter decidere il nostro destino, di poter esserne i fautori attraverso l'apprendimento delle tecniche di resistenza e di evasione, innanzi ai mostri finali. La semplicità concettuale di Super Castlevania IV, platform dagli schemi arcade tradizionali, porta agli archetipi del videogioco per console rispettando la continuità filosofica di una saga basilare nella storia di Nintendo. Un videogioco impolverato come un libro antico, questo di Konami, da custodire e preservare come un classico. 

 

 

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PRO

Grafiche d'intensa allucinazione

Musiche memorabili

Gameplay assoluto

CONTRO

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Note di produzione