SECRET OF
EVERMORE Uscito due anni dopo l'eccellente Secret
of Mana, Secret of Evermore seguiva i percorsi ludici dell'anzidetto con l'onestà di
chi vuole creare un RPG dal sicuro successo. L'impostazione base resta quindi la medesima,
con i menu disposti allo stesso modo e la caratterizzazione praticamente invariata.
Cambiano naturalmente le ambientazioni, che abbandonano definitivamente il fantasy per
descrivere un mondo adiacente, per paradosso, alla realtà per quanto parallelo alla
realtà stessa. Con Secret of Evermore Squaresoft ha voluto rappresentare
una fantasia storica e plausibile attraverso percorsi umanistici estremamente futuribili.
Succede in tal modo che un ragazzino venga teletrasportato nel regno di Evermore, forse
per un incidente, e che sia costretto, con l'aiuto del suo fedele cagnolino, a dare
battaglia a uno scenziato pazzo in vena di distruzione.
Evermore racchiude, di fatto, quattro epoche storiche
differenti. Ma non dovremo viaggiare nel tempo, perchè ogni "epoca" corrisponde
a una diversa civiltà, che vive secondo usi e costumi che noi accosteremmo alla storia.
Per spostarci utilizzeremo velivoli di natura verniana (il Windwalker) e
ipertecnologica (lo shuttle) usufruendo di una visualizzazione in Mode
7 in prima persona. Ma la storia vera e propria si consumerà nel classico isometrico
che aveva fatto la fortuna di Secret of Mana, puntando sulla innovazione delle magie non
più costruite sui Magic Points bensì sulla fusione degli elementi terrestri.
Acqua, ferro, vento e via dicendo secondo formule dettate da alcuni personaggi con cui
dovremo dialogoare, personaggi dalla forte personalità e molto spesso divertenti, come lo
sono i quattro nostri amici teletrasportati. E approposito di questi ultimi, vi basti
sapere che ne incontreremo uno per ogni locazione e che alcune loro informazioni saranno
fondamentali per consentire il nostro prosieguo. Ma ad aiutarci ci sarà soprattutto il
cane, selezionabile con il tasto Select, che grazie al suo fiuto infallibile ci
risparmierà la ricerca di eventuali sostanze utili per le magie. Per quanto riguarda le
armi abbiamo un sistema evolutivo che rinnova ogni arnese fino a quattro volte, sebbene il
meccanismo di utilizzo resti lo stesso per tutte (la classica barra regola l'efficacia dei
fendenti nonchè la loro precisione). Abbattendo i nemici l'intero arsenale acquisirà dei
"punti esperienza" utili per lanciare un super attacco, alla fine indispensabile
nelle battaglie.
Il quoziente esplorativo è, in Secret of Evermore, più
pronunciato che in Secret of Mana. O quantomeno tale è l'impressione che lo
scrivente ha riportato in fase di testing constatandone enigmi più elaborati e
complessi. Nulla di particolarmente cervellotico, in ogni caso, tanto più che le marcate
influenze da action game porteranno al titolo una immediatezza tipica dei giochi
a piattaforme. L'estensione dei territori si tradurrà comunque in una soddisfacente
durata complessiva, che vi porterà gradualmente alla assimilazione di una grandissima
storia di fondo, nonchè a un messaggio di grande umanità universale. Ma quest'ultima è
una costante di tutti i giochi di ruolo targati Squaresoft. Così come la grafica,
assolutamente straordinaria anche in Evermore. E sebbene a tratti si ha l'impressione che
tutto tenda a oscurarsi (poca illuminazione in alcune locazioni) l'arte della Square ci
farà assistere a una visione di mondi incredibilmente dettagliati, di mostri giganteschi,
di animazioni assolutamente spettacolari. Il sonoro poi orchestra una colonna sonora
sontuosa, addirittura commovente in alcuni frangenti, che percorre e scandisce gli
accadimenti con i fasti tipici di un racconto senza tempo. Difficile quindi trovare dei
difetti in questo RPG, se non in una longevità meno incisiva che in altri titoli della
Square e in trascurabili pecche scenografiche. A nostro avviso siamo dinnanzi a un grande
titolo di genere action RPG che ha il merito di immedesimare il fruitore grazie a
una interfaccia intuitiva, a una trama da raccontare, a una messa in scena idilliaca anche
per i più scettici. Il fatto che sia molto simile al già menzionato Secret of Mana non
rappresenta necessariamente un difetto, anzi a nostro avviso è la base su cui il gioco
riesce a erigersi con potenza narrativa del tutto originale e indipendente.
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