SKYBLAZER Un titolo Sony su piattaforma
Nintendo. Come se Berlusconi, durante una seduta parlamentare, si alzasse a pugno chiuso
esclamando: "sono un fottuto comunista". Come se tale Smith di Nintendoglobal,
sito spazzatura per nintendari sfigati, dichiarasse al mondo il suo amore per Sonic The
Hedgehog.Ebbene Skyblazer usciva su Super Famicom proprio nel periodo in
cui Nintendo e Sony erano in trattativa per la realizzazione di Playstation, prima che il
progetto divenisse una esclusiva Sony e segnasse il destino di Nintendo nel settore degli home
systems. E dire che il gioco si rivelò anche di qualità assoluta, con la sua
spettacolosa struttura action à la Strider e la sua visione mistica
orientaleggiante. Il protagonista è così in grado di effettuare super balzi e capriole
funzionali alla azione, divenendo parte di essa sulla via di un efficace interscambio di
facoltà magiche. La evoluzione del proprio ego ludico è, in Skyblazer, il fattore che
determina la giocabilità tutta, che conferisce un costante diversivo contenutistico per
quei meccanismi altrimenti privi di inventiva e profondità. Il platform, con Skyblazer,
compie un corposo passo in avanti proprio quando il genere era giunto in uno stadio di
saturazione.
La caratteristica vincente del titolo Sony riguarda in
sostanza la interazione ambientale. Lo stiloso protagonista può arrampicarsi su qualsiasi
parete al fine di raggiungere piattaforme "scomode", e dovrà farlo mentre tiene
a bada orde di inquietanti mostracci. La buona estensione di ogni livello garantisce una
certa intensità prima della tenzone finale con i terribili boss. E non sarà semplice,
quantomeno inizialmente, riuscire a sopravanzare le insidie che essi nascondono, per
quanto la possibilità di inserire una password a livello concluso faciliti notevolmente
il nostro sterminio. Ma non poi troppo. Skyblazer è un titolo divertente, appassionante,
intrigante. Mai banale nella costruzione platformica e mai scontato nell'esito dello
scontro finale, rispetta il giocatore concedendogli spiragli graduali, consentendogli di
imparare coerentemente dai propri errori e di superare gli ostacoli in una esatta
continuazione temporale. Filosofia strettamente arcade. A un certo punto saremo in grado
di volare accostandoci a una concezione di gioco sparatuttista, ed è per questo che il
titolo Sony si avvicina più a un action game che a un platform classico; lo
stereotipo del genere, di fatto, è alleggerito da una dinamica in ascesa costante. Non
mancano alcune reiterazioni nella proiezione verticalizzante del neo Strider, ma restano
sopportabili, per non dire "trasparenti".
Malgrado la possibilità di salvataggio attraverso
inserimento codici Skyblazer si avvale di una buona longevità. Ultimarlo richiede tempo e
dedizione, e forse i picchi di maggiore difficoltà, riscontrabili negli ultimi livelli,
sono da prendersi come necessari malgrado il buon livello di frustrazione che ne derivi.
Il sistema di controllo risulta flessibile nell'offrire una costante panoramica delle
facoltà acquisite, mentre la gestione delle magie si presta a una assimilazione
immediata. Unico difetto reale imputabile all'action Sony risiede in alcuni cali
di intensità della azione nelle fasi intermedie, ossia quelle che sanciscono il passaggio
dalla prima metà della avventura ai livelli finali. Ciononostante, grazie a una
realizzazione estetica sopra le righe, l'interesse per il gioco tende a rimanere alto.
Skyblazer offre un panorama visivo estremamente dettagliato, con sfondi eccezionali che
scrollano in parallasse e animazioni molto buone. Splendide sono le movenze offerte dal
protagonista, ma anche riuscite appaiono quelle riservate ai nemici e, soprattutto, ai
ciclopici guardiani di fine livello. L'uso della estesa palette cromatica del Super
Nintendo risulta sapiente: il primo piano "attivo" è staccato dallo sfondo in
modo netto grazie alla difformi gradazioni dei colori, che di per loro creano una
essenziale profondità paesaggistica pseudo bidimensionale. Ci sarà concessa altresì una
colonna sonora onirica, misteriosa, elaborata. I musicisti Sony si addentrano nel mistero
mitologico della grafica per interpretarla e completare quello che, alla fine, è un action
game di notevole spessore ludico e stilistico.
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