STARFOX Realizzato da Argonaut Software
nel 1992, il chip Super FX trasformava il Super Nintendo in una console
dalle avanzate capacità poligonali. Starfox fu il primo gioco ad
usufruire della tecnologia RISC del coprocessore, che si incastonava all'interno della
cartuccia in una affascinante soluzione di upgrade hardware. Il Super FX sarebbe in
seguito stato utilizzato anche per l'ulteriore potenziamento delle facoltà bidimensionali
della console (Yoshi's Island ne è la
prova), e alla fine risultava più efficace dello stesso DSP ideato da Capcom per i suoi
Megaman X. Fatto sta che, grazie all'apporto di Argonaut, il Super Nintendo ebbe il suo
sparatutto tridimensionale unico e definitivo da sbattere in faccia ai PC 486. Sulle
virtù ludiche del gioco vi sarebbe comunque da intavolare una discussione, e cercheremo
di provocarla nella analisi tecnica che appronteremo nelle righe seguenti....
Starfox è un titolo rivoluzionario, un punto di arrivo nella evoluzione tecnologica del Super Nintendo ma anche, ed è importante sottolinearlo, un titolo dalla consistenza meccanica discontinua. Superato lo shock dovuto al visus vettoriale e agli ampi spazi laterali concessi dallo spostamento, verranno gradualmente a galla gli impedimenti tipici della inquadratura adottata. La astronave, per quanto risponda con sufficiente tempismo ai comandi imposti dal joypad, si trova spesso in balia di attacchi difficilmente evitabili, e non per programmatica cattivaria del livello di difficoltà. Il riempimento della area di gioco da parte dei nemici viene spesso limitato da collisioni approssimative, che rendono scarsamente ludici alcuni passaggi. Vero è che la conformazione stessa dello shooter non pretende nè frenesia nè congestione, distaccandosi in modo più o meno netto da tutto ciò che la libreria del Super Nes aveva prima di allora offerto alle masse. Per godersi appieno Starfox è necessario giungere a un compromesso ideologico di massima, dimenticando momentaneamente il tipo di sfida arcade concesso dagli sparaspara bidimensionali in favore di una esperienza meno intensa ma effettivamente più immersiva. L'universo poligonale di Argonaut/Nintendo è vastissimo, variegato nella rappresentazione dei nemici (sebbene alcuni siano ancora in bitmap) e dei surreali guardiani di fine livello. La sfida risulta quindi interessante e ricolma di un fascinoso flat shaded interstellare. Piuttosto limitato nella visualizzazione delle armi, ristrette ai soliti fasci laser à la Star Wars, Starfox concentra il suo gameplay sulla tempestività degli attacchi. Il livello di abilità raggiunto nel manovrare la nostra navicella sarà essenziale, alla fine, per il raggiungimento di risultati quantomeno accettabili. Ora, la indubbia spettacolarità della guerra spaziale valorizza la azione stimolando la longevità, che è sorretta dagli stimoli "visivi" profferti da ogni singolo livello. La inventiva scenografica è, per Starfox, nevralgica per la giocabilità stessa, sulla via di un interscambio geometrico fatto di direzioni ellettiche impartite dal joypad e creazioni isometriche in real time che ne seguono le variabili. Largo allora alla nuova frontiera grafica del videogioco per console che non utilizzassero il CD (Silpheed sarebbe uscito qualche mese dopo), con rotazioni interpolate che non fossero artificio del Mode 7 ma beneficio di un 3D vero, granitico, cubettoso. Visto oggi, l'impianto poligonale di Starfox sovviene incredibilmente scarno, ma pensando a quelli che erano gli standard proposti nel periodo della sua commercializzazione non si può che constatarne la magnificenza. Su di una console non si era mai visto nulla di così realistico e complesso in termini di ostentazione tridimensionale, per quanto l'intessitura visiva fosse effettivamente coadiuvata da rilevanti porzioni di grafica bidimensionale. Lo sfondo, ad esempio, consisteva di immagini in 2D, ma va anche detto che la incollatura tra bidimensione e poligono risultasse quantomai azzeccata. Starfox è un titolo importante. Pure non concedendosi al giocatore nella auspicata immediatezza (la si sarebbe raggiunta con Starfox64), riesce nel non facile intento di stimolare la fantasia, di concedere quegli sprazzi di surrealismo "spaziale" non raggiungibili dallo sparatutto bidimensionale.
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PRO |
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Grande conquista tecnologica |
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Assolutamente spettacolare |
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Successione coinvolgente |
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CONTRO |
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Ritmo di gioco a tratti sottotono |
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