SUPER GHOULS'N GHOSTS

ghoulscover.JPG (14895 bytes)E’ da molti considerato il miglior episodio della serie. Non è una conversione diretta da sala, ma costituisce un capitolo a sè stante, esclusivamente apparso sul Super Famicom  nel 1991; la struttura del gioco è la medesima degli episodi precedenti, quindi non si discosta, in linea di massima, dalla successione a piattaforme di Ghosts’n Goblins e Ghouls’n Ghosts. In questo caso, però, è stata introdotta una interessante novità sul sistema di controllo, e di conseguenza sulla dinamica dei salti : adesso Arthur può effettuare un doppio salto controllato, così da raggiungere zone apparentemente inaccessibili. Poi tutta la grafica ha subito una rivisitazione estetica finalizzata al dettaglio, distinguibile dalle sagome degli zombies o dalla rifinitura delle lapidi. Vi è inoltre una serie di tocchi macabri, come il mucchio di ossa sepolte sotto una collina, o le bare volanti che si dischiudono a mezz’aria.

Fatto certo è che le soluzioni grafiche adottate possono ancora adesso considerarsi tra le più eclatanti mai tentate sul Super Famicom: in ambito squisitamente tecnico Super Gouls'n Ghosts può infatti tranquillamente competere con qualsiasi altro gioco bidimensionale attualmente prodotto...Sin dalla prima schermata si intuisce che, ancora una volta, dovremo cimentarci per il cuore della nostra damigella, rapita dal demone di turno per chissà quali motivazioni. Si comincia dal cimitero, come nei capitoli precedenti, popolato da zombie vagamente simili al Frankenstein cinematografico, che ci attaccheranno o meglio riaffioreranno dalla terra sia da destra che da sinistra. Novità essenziale è insita nel parco armi, completamente rivoluzionato eccetto per la lancia e il pugnale, ancora una volta tra le migliori utilizzabili. Si ravvisa altresì una volontà di rinnovamento, che ritroviamo nella interessante varietà di situazioni; subito dopo il cimitero dovremo affrontare una ondata gigante, e saremo costretti a improvvisare per restare "a galla". Certo la struttura base è sempre la stessa, come tradizione impone, così ritroveremo la gradita possibilità di acquisire le super-armature, con conseguente potenziamento dell'arma. Ed ecco un'altra novità introdotta in esclusiva in Super Ghouls'n Ghosts: oltre a poter "performare" un attacco speciale, con l'armatura extra l'arma in nostro possesso si potenzierà di conseguenza, aumentando notevolmente la sua efficacia. Durante lo scontro con i boss l'upgrade si farà sentire...

Presenti, come in quasi tutti i platform game per Super Famicom, i classici effetti di distorsione del Mode 7, apprezzabili dal secondo livello in poi e decisamente spettacolari. Il design dei boss di fine livello sarà come sempre molto ispirato, e nonostante la loro notevole grandezza saranno animati egregiamente, occupando la scena in modo attivo. Discorso a parte merita il comparto musicale. La colonna sonora raggiunge una delicatezza quasi ramificata, che defluisce misteriosa per tutto il tempo. Un tempo che scorre scandito da un accompagnamento incalzante, imperioso nei toni alti e magnetico nella sacralità dei sottofondi, che dischiudono una stravagante base melodica. Il genere portante fa sì riferimento ai classici arcade della Capcom, ma in questo caso si avverte qualcosa di diverso, di differente nelle introduzioni sommesse, negli stralci di una neo chiptune che diventa polifonica. Super Ghouls'n Ghosts è un tributo pseudoletterario alle gesta dei grandi cavalieri, un saggio videoludico che si esprime attraverso l'arte della fotografia. Una condizione mistica che i programmatori hanno saputo attuare con rigore dinamico, per una saga che non pretende rivoluzioni, verso un gioco la cui validità si realizza nella maturazione del platform di inizio anni '90. Sta al tempo, alla storia, consumare questa idea creativa di fondo che privilegia un certo illuminismo scenico, una concezione immanentista del colore, dei movimenti, del suono. Ma sta anche a noi identificare l'assioma fondamentale che renda giustizia al sapiente lavoro artistico di Capcom. Il pennello virtuale del grafico interviene, in questo caso, come metafora di una fruibilità ludica senza tempo, come crociata anti-qualunquista contro chi disconosce il platformismo come base universale del gameplay.

 

 

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PRO

Fascino impareggiabile

Grafica magnifica

Giocabilità incredibile

CONTRO

Nulla da segnalare

                    
                   

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Note di produzione