SUPER
MARIO WORLD Incassato l'immane successo di Super
Mario Bros. 3 per il Famicom la grande N cominciò a dedicarsi completamente alla sua
nuova console a 16 bit. Al cospetto di un hardware dalle immense potenzialità tecniche si
decretò l'evoluzione di una saga videoludica entrata di prepotenza nella storia: Super
Mario World è scientifica predilezione verso il diletto. E così come lo era il
suo predecessore, ma con l'enfasi di una forma estetizzante di grande impatto. Mario
diventava abitante di un mondo sempre più esteso e multietnico giovandosi di soluzioni
ludiche ancora più naturaliste, con un fattore esplorazione portato su livelli mai visti
e una giocabilità francamente splendida. In Europa fu naturalmente prodotto un bundle
pack che integrava il gioco con la console, così da renderne generalizzata
l'interazione e insidiare al contempo la Sega e un certo porcospino bluastro.
Siamo su livelli ludici inauditi. Super Mario World
è la semplicità fatta videogioco con annessa struttura di gioco altamente
intuitiva. Tutto avviene naturalmente. Non vi è nulla a cui adattarsi o per cui perdersi
in strani menu di configurazione o strambe combinazioni di tasti. Si comincia a giocare e
tutto diventa chiaro: non lo molleremo fino a quando non sarà sviscerato ogni cunicolo,
ogni meandro o livello segreto che in qualche modo non sia stato oggetto di minuziosa
radiografia. Avremo Yoshi, questa volta, che ci farà da supporto in molteplici situazioni
di gioco con la sua capacità di ingurgitare nemici e oggetti sparsi per i livelli. Una
trovata veramente spassosa che conferisce originalità a una struttura che comunque non
avrebbe avuto bisogno di ulteriori modifiche. Così abbiamo ben nove mondi da esplorare
affondo, suddifisi in diverse sottosezioni (si contano in tutto quasi 100 livelli!) dalla
natura ludica generalmente differenziata. Avremo infatti livelli in cui scorrere
orizzontalmente nel più classico degli approcci a piattaforma, altri in cui nuotare
sott'acqua alla ricerca di eventuali vie di uscita e altri ancora dalla fisionomia da action
game in cui affrontare situazioni di estrema difficoltà. Il fatto importante, per
altro valido per tutti gli episodi con protagonista Mario, è che non ci si stanca mai,
neppure dopo aver perso una vita banalmente, e si avrà sempre la voglia di ricominciare a
giocare anche dall'inizio. In tal proposito è prevista la creazione di una posizione di
salvataggio, quindi...
Super Mario World è uno di quei giochi
che a un primo impatto sembrerebbero graficamente nella media. A un primo impatto,
appunto, in quanto a un attento esame di tutte le caratteristiche tecniche del titolo ci
si rende conto di quanto Nintendo abbia speso, in termini intellettuali, su di una
estetica che attinge appieno alle risorse del Super Nitendo disegnando un mondo
pluricolorato dalla schematicità illusoria e surreale. Il Mode 7 è utilizzato con
estrema professionalità e senza invadenza, cosicchè lo si possa ammirare in un contesto
grafico che ne spreme a dovere le facoltà di rotazione, distorsione e zooming
degli sprites. Il perfetto mosaico scenografico culmina con un level design prezioso,
ricco di forme grafiche originali e caratterizzazioni bizzarre degne di più di una
semplice occhiata e facenti parte di un universo pianificato con un incredibile amore per
il dettaglio. Cromaticamente parlando si contano più di 100 colori in simultanea su
schermo con picchi di oltre 200 nelle sfumature, mentre in ambito parallasse ogni livello
realizza uno sfondo in completo playfield con sporadiche doppie stratificazioni.
Insomma tecnicamente siamo davvero vicini alla perfezione, per concetto, per forma
artistica, per le caratterizzazioni dei nemici e degli sprites protagonisti e per tutta
una ideologia estetica che trascende qualsiasi forma di omologazione. Ma anche in ambito
sonoro bisogna ammettere che il talento Nintendo non è da meno. Sarà facile farsi
trascinare dalla allegrezza del sottofondo musicale, con musichette sempre orecchiabili e
costantemente amalgamate alla spensieratezza generalizzata dell'azione. Di fatto ci
troviamo dinnanzi a un videogioco eccellente in tutte le sue prospettive, siano esse
legate a un fattore prettamente ludico, siano esse imparentate al principio coreografico
secondo cui ogni schermata assume un importante significato estetico.
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