SUPER
TURRICAN 2 Strano
anno il 1995. Probabilmente è stato il vero punto di "passaggio" tra i vecchi
sedici bit e la loro grafica bidimensionale e le appena nate macchine a 32, con il loro
carico di poligoni e texture. Destino ha voluto che Super Turrican 2, ultimo
rappresentante di una delle saghe simbolo del 2D arrivasse nei negozi proprio in
quellanno, segnando tanto la fine della serie quanto di un certo modo
"puro" di intendere i videogiochi da parte delle software house occidentali,
simbolizzato da Rainbow Arts prima e da Factor 5 poi. Laddio però fu di quelli col
botto, un impatto devastante che ha lasciato dietro di sè un enorme cratere pieno di
software fumante. Su SNES era già arrivato, due anni prima, Super Turrican,
risultando un gioco eccellente sotto tutti i punti di vista, eppure nessuno si aspettava
un seguito cosi
Come dire
Immenso.
ST2 è un gioco leggendario dalla testa ai piedi, dalla
schermata dei titoli a quella finale. Come il predecessore non si tratta di una
conversione pedissequa da Amiga, ma di un gioco tutto nuovo, che riprende solo alcune
caratteristiche di Turrican 3 (come il gancio estensibile a la Bionic Commando,
che permette al protagonista di appendersi alle pareti o di attrarre a se gli item) e
sfrutta al massimo tutte le peculiarità dei una macchina come il 16bit Nintendo per
offrire allincauto giocatore unesperienza che definirei "totale". Al
contrario delle versioni per la macchina Commodore in entrambe le release nintendiane
laccento è posto più sul blastaggio che sullesplorazione di enormi ed
intricatissimi livelli; ciò non vuol dire affatto che le mappe siano lineari,
tuttaltro: a volte vi troverete in dei veri e propri labirinti dove trovare
luscita non sarà affatto facile, anche se cè da dire che lincredibile
estensione degli stages amighisti è stata notevolmente ridimensionata. Comunque la
combinazione tra platform e shootem up è assolutamente perfetta, facendo risaltare
un impianto di gioco eccezionalmente equilibrato e profondamente divertente. Tuttavia la
cosa che più lascia a bocca aperta di ST2 è la varietà. In nessun altro gioco (non solo
di questo genere) si è mai vista una simile differenziazione dei livelli e dello schema
di gioco stesso. Oltre agli stage nel classico stile Turrican ve ne saranno alcuni
dove vi troverete alla guida di uno strano veicolo da deserto, oppure di un veloce
jet-speeder sottomarino, o ancora altri dove la visuale sarà alle spalle del protagonista
con uno svolgersi in tutto e per tutto simile ad After Burner. Per non parlare
delle sezioni che ricordano addirittura Tempest, in cui potrete muovervi solo sul
bordo di un impressionante tunnel dacqua.
Ancora; alcuni livelli avranno una visuale dallalto e
uno scrolling verticale obbligato, con un effetto di scorrimento prospettico del fondale
con nulla ha da invidiare al grande Axeley. Inoltre, anche negli stage
"normali" la varietà di situazioni è incredibile: si va dal saltare sul dorso
di enormi creature al ritrovarsi appesi sotto la pancia di un astronave cercando di far
fuori una specie di mostro fatto di energia. Per non parlare di quando venite inghiottiti
da un enorme verme del deserto (Dune docet) e allinterno della sua bocca dovrete
macellargli la lingua
Senza contare che anche i nemici e le ambientazioni sono
estremamente diversificati (si va da deserti post atomici ai fondali marini, da enormi
complessi industriali allo spazio aperto, passando per lussureggianti foreste e metropoli
futuristiche). Tutto ciò ovviamente è fuso insieme in maniera armoniosa, e tutte le
sezioni mostrano la stessa, maniacale cura del dettaglio. La varietà si estende anche
allarsenale di Turrican, mai cosi ampio e che stavolta comprende anche un devastante
lanciafiamme, davvero spettacolare ed efficace. Tutto ciò, unito ad un sistema di
controllo semplicemente perfetto, ad un level design ispiratissimo e a unatmosfera
apocalittica davvero magistrale rende ST2 uno dei giochi più divertenti e coinvolgenti
che possiate provare. Le partite si susseguono una via laltra e le ore passano senza
che ve ne accorgiate (complice una difficoltà alta ma ottimamente calibrata e mai
frustrante), caratteristica comune solo nella cerchia dei più grandi. E ST2 ne fa
pienamente parte.
Tecnicamente siamo (of curse) ai massimi livelli. La
grafica è straordinariamente dettagliata e magistralmente disegnata, con una palette di
colori ampissima (parecchie volte si raggiungono i 256 su schermo) e soprattutto una vera
e propria "parata" di tecniche di programmazione: si va dal parallasse multiplo
allo scrolling in prospettiva, dal color copper (utilizzato su SNES solo in Donkey Kong
Country
) alle trasparenze, passando per dissolvenze ed effetti di luce. La parte
del leone la fa però il Mode 7: la disarmante versatilità dellhardware Nintendo si
evidenzia nelle sezioni pseudo 3D o negli scontri con i giganteschi boss, che vengono
ruotati e ridimensionati senza che la velocità e la fluidità ne risentendo minimamente.
Aggiungete al tutto una serie di schermate introduttive e di intermezzo renderizzate, con
delle animazioni in simil FMV da brividi ed avrete un quadro (quasi) completo della
situazione. Stesso discorso per il sonoro, composto, as usual, da un Chris
Huelsbeck in forma smagliante: si va da melodie sinfoniche a quelle metal, passando per
alcuni adrenalinici pezzi techno, accompagnati da effetti sonori di classe cristallina.
Già alla seconda partita ripeterete con il computer: "Arm your assault
suit
". Fantastico. Insomma, ST2 è una pietra miliare, degno episodio
conclusivo di un saga leggendaria, che ne riassume tutte le qualità portandole a un
livello di eccellenza assoluta. Da giocare in ogni modo, soprattutto in attesa di un
fantomatico Project Thornado che, non si sa bene come e quando, dovrebbe portare la serie
nella nuova generazione di console (Game Cube la sponda scelta da Factor 5). Fondamentale.
Trascendentale. In una parola, leggendario.
|
 |