SUPER VALIS IV

supervaliscover2.jpg (14715 bytes)Quale adattamento di un titolo pensato e sviluppato per il DUO, questo Super Valis IV è meglio di quanto ci si attendesse. Rispetto a Valis IV in edizione Nec sono andate perdute le scene animate di intermezzo, e anche il numero di livelli è meno corposo. Ma non si tratta di una mera conversione. Il "Super" antistante il titolo sta a sottintendere che si tratta "di una versione speciale del quarto capitolo della saga di Valis, uno spinoff, un titolo indipendente liberamente ispirato alla edizione PC Engine DUO uscita qualche mese prima". Premesso ciò Super Valis IV ricorda per certi aspetti Super Castlevania IV, ma solo marginalmente visto il sistema di gioco più lineare e la differente amministrazione delle armi. La atmosfera ancestrale, ricca di rimandi iconograficamente spettrali, con il mistero delle scenografie e il tocco horror molto in voga tra i platform games del periodo rendevano appetibile un gioco comunque ben confezionato. Super Valis IV sfrutta adeguatamente le potenzialità del Super Famicom sia sul profilo estetico che su quello dei controlli, anche grazie al joypad a sei tasti della console che consente un rapido avvicendarsi degli items. Ma non si tratta di un adventure bensì di un platform game piuttosto tradizionale.

Fatta scorrere la breve introduzione (giusto qualche schermata esplicativa) il titolo principia con Yuko, già protagonista dei precedenti tre capitoli, opposta alle forze del male capeggiate da Galgear. Insomma più o meno. Dal libretto di istruzioni è davvero difficile apprendere appieno le vicende, considerato il fitto giapponese con cui la storia è enarrata. Ma al contrario della edizione DUO, come già introdotto, durante il gioco la conoscenza o meno del giapponese sarà futile dettaglio contando il fatto che gli intermezzi con i dialoghi saranno del tutto assenti. L'azione risulta prevalentemente arcade rientrando nella fascia di giochi a piattaforme più classici, con la spada come arma primaria e altre armi acquisibili lungo il tragitto. Le stesse appariranno in una barra in alto a destra, e potremo selezionarle tramite gli shift laterali: nulla di più consueto. Avevamo appreso tale struttura con Castlevania e non c'è da stupirsi se Laser Soft ne abbia riproposto i cliche. Tutto si lascia giocare con discreto divertimento, per quanto si avverta, soprattutto nei primi due livelli, una eccessiva facilità nel percorrere un tragitto a tratti sfrontatamente lineare. La situazione migliora in seguito, dal terzo stage in poi, ma bisogna dire che settando il livello di difficoltà su hard tale linearità tende a diminuire sensibilmente. Pollice sù, in giocabilità, per quanto ci riguarda.

Super Valis IV è tra quei giochi che non appena li provi rimani sorpreso. Ci riferiamo all'impatto grafico possente, che a cominciare dai rossi tramonti del primo livello è un crescendo di stili grafici che abbracciano il gotico e trascrivono il barocco. Pur non essendovi rilevanti effetti speciali (il Mode 7 è appena accennato in alcuni passaggi) la rilevanza scenografica di Valis è indubitabile. Svariati i livelli di parallasse per lo sfondo, con animazioni superiori alla media per i nemici e addirittura eccellenti per i boss di fine livello. La caratterizzazione di Yuko può contare sul blasone della saga, così da elevarsi a icona centrale del gioco prendendosi tutti i meriti. Sessismo a parte, grande cura è riservata anche nel disegno e nella costruzione dei livelli, tutti estremamente ispirati sul profilo visivo e mai fuori contesto. Così come a tema sarà la colonna sonora, decisamente tra le cose meglio riuscite del gioco grazie a una musicalità arcaica e ancestrale al tempo stesso. Per ogni livello i musicisti della Laser Soft, seppure orfani del supporto CD del DUO, hanno trovato il modo di scolpire delle partiture a tratti indimenticabili, dalle liriche misteriose e "distanti". E così vien fuori che a noi questo Super Valis IV non è affatto dispiaciuto. Certo non sarà un capolavoro, ma si sà i capolavori non è facile produrli, soprattutto quando si tratta di un adattamento da una edizione già esistente dello stesso gioco. Il livello medio alto del titolo è consolidato dalla atmosfera, che contribuisce a destare interesse per più di qualche semplice ora e prolungando il divertimento fino al duello finale con Galgear. Forse.  

 

 

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PRO

Grafica spettacolare

Colonna sonora molto efficace

Discreta giocabilità

CONTRO

Alcuni "tempi morti"

                      
                    

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Note di produzione