TINY TOONS
ADVENTURES Piuttosto differente dal suo
omonimo per Megadrive, Tiny Toon Adventures edizione Nintendo resta
platform ma cambia struttura. Sul Super Nes la pulsanteria è più articolata, il level
design offre trovate interessanti e lo sprite principale si prodiga in una pletora di
nuove animazioni. Praticamente un altro gioco. Konami ottimizza l'esperienza sul campo dei
suoi programmatori, reduci da Super Castlevania IV, creando un titolo a
piattaforme frenetico, per certi versi originale, che si lascia giocare dall'inizio alla
fine. Potremmo anche dire che sulle prime il gioco risulti sin troppo malleabile,
avvicinandosi amichevolmente al fruitore un po' come facevano i titoli di provenienza
Disney. Tuttavia il livello di difficoltà comincia gradualmente a innalzarsi già dal
secondo livello per rendere merito alla importante licenza cartoonesca acquisita
da Konami. Un gioco indubbiamente riuscito, diremmo, con tutti i tasselli del genere
incastonati senza sbavature rilevanti, con il livello di interesse che si mantiene
accettabile anche nei picchi di difficoltà. Al confronto con la edizione Megadrive,
questa Nintendo esce vincente con un discreto margine, e per una schiera di ragioni che
cercheremo di esporvi a breve....
L'elemento essenziale introdotto in Tiny Toon Adventures è
il Dash, ossia la possibilità di scattare e correre. Attivabile
attraverso gli shift laterali del pad, il Dash serve sostanzialmente da rincorsa per
effettuare lunghi balzi, ma è anche indispensabile per scalare le pareti verticali.
Inoltre, sempre con la corsa attivata, premendo la croce direzionale in giù Buster Bunny
effettuerà una scivolata spazzatrice che annienta i nemici in scia. Altro metodo per
affrontare i cattivi è quello della capriola all'indietro (tasto Y), che nella sua
ellisse finisce per schiacciarli letteralmente. Insomma qualcosa di nuovo sul fronte
saltellamento bidimensionale si vede, e noi siamo felici. Ancora di più dopo una cena
abbondante, quando si cerca relax e indolenza e ci si sdraia sul divano per partecipare
della spensieratezza dei pupazzi divertenti. Il buonissimo bilanciamento del termometro
ascendente della difficoltà crea, con un po' di fortuna, una certa dipendenza al gioco a
garanzia di una interazione non solo fugace ma anche persistente. La acquisizione di nuovi
livelli porterà a situazioni ludiche abbastanza nuove, con nuovi nemici e nuove strategie
da adottare per farli fuori: ed ecco un platform di inizi '90 superiore alla media, molto
adatto allo sfigato medio perchè intuitivo, semplice e gommoso. Farci oggi una partita è
salutare per il semplice fatto che il genere è scomparso, e perchè fa sempre bene
riconoscere i propri istinti.
L'aspetto grafico di un videogioco derivato da serie
animate dovrebbe restituirne i contorni, e renderne oltremodo riconoscibili i personaggi
annessi. Tiny Toon svolge il suo compitino. Tutta la fauna animata si anima in modo
egregio, colora un ambiente fumettoso e colorato, scrolla nello scrolling dello schermo
senza mai rallentare e regala attimi di frizzante ironia. La grandezza degli sprites
standard è notevole quanto quella dei boss, alcuni veramente grandi, e ancora lo
scrolling parallattico rende la profondità come raramente capita di osservare in un
videogioco. Altrettanto riuscito il pacchetto sonoro, forte di una partitura varia,
articolata, divertita. Ogni stage possiede la sua musichetta orecchiabile così come i
suoi effetti carini, per attecchire al quadro scenografico senza stonare. Sul level
design sorprende in positivo la delineazione di alcuni stage di fine livello, che non
vedono la unica tenzone contro il boss di turno, ma anche la necessità di assimilare la
architettura della schermata ospite. Soddisfazione, anche se moderata. Dopotutto non si
tratta del miglior platform di sempre perchè abbastanza linearizzato e senza vie nascoste
o passaggi segreti, ma neanche di un titolo qualunque per gente qualunque. Se ancora oggi
abbiamo avuto l'ardire di riprendere la cartuccia impolverata e giocarvi per un
pomeriggio, allora significa che gli anni non passano per tutti. O perlomeno non per i
platform bidimensionali della Konami, sinonimo di giocabilità, divertimento e grande
passione per la grafica colorata.
|
 |