VIDEO GAME ANTHOLOGY VOL. 9: Argos no Senshi

argoscover.png (21557 bytes)Non esiste al mondo che adesso, così, senza preavviso, Noi si dica che Argos no Senshi ha fatto il suo tempo di gloria e diskarmor. Un po' elementare. In verità, da che Nintendo s'arroga il retrogaming come atto legittimante dell'emulazione, pur con tanto di Salmoria a liberalizzarne le pratiche già in anni Novanta, il Nostro Rygar s'è visto riportarsi in vita dal settore del giornalismo dipendente, quello che campa sugli introiti della massa di pubblicità erogata ai nuovi Zelda, quello delle copie omaggio e dell'elegia ai party games di Mario e Luigi. Non siete credibili. Così come non è plausibile wikipedia quando scrive di una versione di Rygar per X68000 datata 1986, ché qualcosa doveva pur inventarsi, non avendo il titolo sottomano. Ma poteva quantomeno documentarsi sulla data di immissione del computer Sharp. Naturalmente fu Dempa, nel Novantaquattro, e grazie ai prodigi del freelancer Hashimoto - avrebbe sviluppato il motore 2D di Last Blade - a produrre questo monumentale porting a sigle Tecmo e in stringhe custom Z80.

Il flusso. Viene automatico di contestare al prode Rygar il suo adagio in linea d'orizzonte, pur realizzando che vi sono sezioni ad avanzamento verticale, eppure la dinamica continuità dell'azione costringe il gameplay addentro gli argini della dipendenza e mette le basi per una progressione che è solo marginalmente defraudata degli schemi di contatto col platformista di matrice Capcom. E' la velocità a fare la differenza. Argos no Senshi dispone per un organismo di sprites che divenga annullabile a mezzo di piazzamento, ché lo spartiacque tra una sessione riuscita bene e una partita dissipata in leggerezza verte proprio sulla idoneità al saper come e dove saltare, quando e verso cosa scatenare il diskarmor. La meccanica del pattern, spinta verso l'eccesso, funziona allorché istigata a compensarsi in acquisto di amuleti di potenziamento accordanti a Rygar fino a cinque abilità extra, e si avvertono concreti i vantaggi del diskarmor a raggio multidirezionale, o della barriera dell'invincibilità, verso il livello 19. Argos no Senshi declama le patologie comportamentali che hanno condizionato il mercato degli arcade almeno fino all 'Ottantanove, dopoché Daimakaimura concorse a sancire l'apogeo generazionale del platform game.

Esteriormente si è ancora su livelli d'apprezzabile bidimensione. Rygar si anima altero, superbo. Manovra agile verso i nemici e sferra i suoi colpi balzando d'estremità, muovendo istrione in falcata continua allo scorrere dello sfondo differenziale, che è dettagliato quanto il design del bestiario, chiaro rimando ai miti dell'antica Grecia. Per essere un titolo concepito nell 'Ottantasei, con la Capcom che giostrava su processori Z80 a 3 MHz e che era ancora distante dall'evolvere i metodi di lavorazione del 2D via schede CPS, Argos no Senshi riferisce di un notevole livello di complessità in regione di coloramento e in regime di applicazione dello sprite hardware; questi, sebbene riciclato in più fasi, viene rifornito di un buon numero di fotogrammi omaggio. La fase di conversione su X68000 risulta immune al compromesso. Quindi l'oggetto bidimensionale viene riportato in scala 1:1 e su schermi a frequenze 31kHz per determinare il vademecum del pixel perfect. Dempa ha pure rifatto il meccanismo dell'insert coin, consegnato al tasto B, e se non era per l'imponenza delle torri gemelle del Nostro XVI HD, lì a ricondurci in epoche antidiluviane, avremmo giurato d'esser davanti all'ultima installazione del MAME. Colonna sonora portante e suoni vengono ricostruiti nota per nota, è anzi possibile che gli stessi, acclarata la rispondenza dei chipset Yamaha, siano stati prelevati dal codice sorgente e immessi nel disco da cinque pollici e mezzo così com'erano. Nel Novantaquattro, a qualche mese dallo smantellamento della divisione home computers della Sharp e prima che Saturn e Playstation venissero immessi sul mercato, Argos no Senshi riafferma la supremazia tecnica dell'X68000 rispetto alle piattaforme concorrenti. Il computer sarebbe rimasto in produzione fino al Novantacinque.

 

 

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PRO

Insert Coin

         

   

CONTRO

Struttura platform obsoleta

                  
                      

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