ARKANOID: Revenge of DOH

arkanoidcover.png (21557 bytes)Sasabe sapeva che DOH sarebbe riemerso ed era già pronto al round II, avvinghiato alla capsula di comando del Vaus, protettore degli universi. Stessa storia di stanghette, palline e mattoni ora in metallo, poi in vetrocemento, poi in oro massiccio infrangibile. Ma non se ne fa a meno, un anno più tardi, benché distratti da R-Type e altri macchinari evoluti. Revenge of DOH riesuma un metodo di controllo analogico che già era sembrato inviolabile agli occhi del cultore di Breakout e che indubbiamente possedeva margini di evoluzione ristretti, se non in accordo a variazioni sul design che nuovamente sostenessero la rotazione della manopola e l'abbattimento delle pareti. Quel che Taito aggiunge in Revenge of DOH non è tanto, eppure il tempo avrebbe sancito che questo tipo di videogioco non muore e che si può continuare a realizzarne riedizioni continuando a seminare epigoni anche su tre e sessanta - Arkanoid Live! - e Nintendo DS - Arkanoid DS, con rotella al seguito - sempre per quel fattore non definibile che promuove la elementarità sopra il vetusto, l'arcaico, il vecchio, il risaputo. E infatti, ritornare agli spazi di Revenge of DOH si è rivelato appagante anche a distanza di ventiquattro anni.

Una cosa: i portali. Nel primo non c'erano. Sgretolati i tasselli vi era il livello seguente. Al contrario, adesso si ha facoltà di ramificare la direzione dei percorsi - ambedue le barriere laterali mostrano una apertura - cosicché la ex progressione a linea retta diventi bilaterale e razionata tra i sessantaquattro quadri complessivi. Prevedibilmente si assiste all'ampliamento dei power-up a compresse e quindi alla introduzione di diavolerie come il Twin, che duplica il Vaus svelando un pericoloso spiraglio centrale verso cui la pallina tende a direzionarsi manco avesse una intelligenza propria, o come il Reduce, che dimezza la larghezza della nave contrapponendosi al preesistente Expand. Il disegno degli schermi è mistura di astuzie e perfidie. Abbiamo nuove formazioni di mattoncini semi-indistruttibili e semoventi a rallegrare il surreale annullare verticale unilaterale a velocità irregolare, ossessione generazionale dell'infilare la biglia nel pertugio giusto, per non dover perdere vite e vite già nel quinto livello poiché la mano è più nevrotica del normale. Precisione. E' tutta qui la invenzione della Taito migliore, pre-novantesca, cervellotica più del cervello gigante che predispone alla sfida finale col DOH, impari e arcade in senso stretto, dove se sopravvivi ti metti a sbraitare epilettico e a sparare i raggi al laser che hai acquisito con la pillola arancione.

Lo diciamo? La edizione X68000 di Arkanoid: Revenge of DOH, compilata da SPS e immessa qualche settimana dopo il coin-op, corrisponde al coin-op. Ma è forse uscita troppo presto. Fosse stata inclusa nel raccoglitore di classici targato Dempa - la Video Game Anthology, a partire dal Novantadue - ci saremmo ritrovati col paddle dell'arcade inserito nella scatola. Però poi si scopre che il gioco è abbinabile all'XPDL-1 fornito in bundle con Cameltry, e ci si mette l'anima in pace. Ma già col solo mouse il controllo del Vaus risulta estremamente preciso e replica in tutto la sensibilità della rotella, sebbene l'utilizzo dell'attrezzo rotante realizzi la condizione di gioco ideale. Ciononostante viene disposta l'opzione di controllo via joypad o tastiera, con l'apposito tasto di accelerazione che va ad affiancarsi al pulsante dello sparo. Le grafiche, pur stilizzate, determinano colori viventi e traslucenze da impatto che diventano porzione essenziale del gameplay; gli alieni danno fastidio ma sono pur disegnati da Dio in persona - da DOH in persona - e incollati alla non-realtà arkanoidiana più in funzione di un bisogno stilistico che come reale componente di struttura. I suoni funzionano. Metallici, nitidi, risuonanti echi da profondo onirico penetrano i timpani, sigillano in un contrasto di percussioni martellanti l'incubo spazio-temporale di Mr. Sasabe e sanciscono la effettistica standard degli episodi futuri. Arkanoid: Revenge of DOH X68000 è sequel decisamente riuscito benché estremamente simile al precursore, nonché porting che rende assoluta giustizia al cassone della Taito. Ma questo già si prevedeva.

 

 

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PRO

Level design eccentrico e astuto

Solido controllo analogico

Conversione impeccabile

CONTRO

Meccanicamente identico al primo

Arkanoid

                      

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