FINAL
FIGHT Sicuramente non ci si strapperà
i capelli nel constatarlo, eppure è così: nel Final Fight X68000 si
rileva qualcosa in meno rispetto al coin-op. Nello scantinato del primo livello è assente
l'effetto delle luci a intermittenza. Nella metropolitana manca il suono delle rotaie.
Nelle situazioni di affollamento di nemici viene in media a perdersi uno sprite. Ma non ci
si fa caso. In effetti il gioco si comporta pressochè allo stesso modo, e chi ha
praticato arcadismi in quel 1990 potrà rispolverare le tecniche già adoperate con
successo sul cassone e su MAME. Eh si che Final Fight è sulle prime assai comodo, ma più
avanti la memorizzazione dei pattern diventa il passaggio obbligato per quantomeno
avvicinarsi agli schermi finali preservando il credito; un beat'em up, questo di
Capcom, distante dall'esprimere il gameplay calibrato di un Sengoku 3 - i tempi
non sono ancora maturi - ma se non altro vicino ai limiti tecnologici della CP System I
per quantità e qualità di animazioni prodotte a pieno schermo. Final Fight è molto
Capcom. Combattimenti da strada, figaccioni, mignottoni, mazze, spade, mazzate. Gli
stereotipi metropolitani di Double Dragon sono ripresi e ampliati nella forma e
nella sostanza.
In versione X68000 Final Fight, pure coi suoi microscopici dettagli mancanti (spiegabili dal fatto che Capcom volle mantenersi entro il limite dei 2 megabytes di Ram - non si è ancora nella fase Super Street Fighter II - in soccorso alla scarsa diffusione delle espansioni a 4MB) scrive dueddì di elevata complessità. Guy, Cody e Haggar si muovono fludamente su scorrimenti laterali in parallasse e in animazione complessa: sulla metro si avvertono le vibrazioni. Fuori dai finestrini si insinuano gli spifferi di luce delle gallerie. Lo sporco dei bassifondi si avverte tutto nel rimescolamento dei costumi à la I Guerrieri della Notte con la figura di un wrestlers affermato come Andre The Giant. Poi vi sono le sagome del capobanda, del capomafia, del capobranco in canottiera. Uno schermo si e uno no interviene un lungagnone di due metri con la giacca semiaperta da cui fuoriescono i pettorali di Schwarzenegger e ancora i troioni, sempre in coppia, con le luccicanti tinture rosse. La faunistica della Capcom tutto in uno, molto prima dello smargiasso Knights Of The Round, comincia ad asservire le teste abbastanza vuote - perché tali erano, le nostre teste, negli anni Novanta - di adolescenti scemi e sensibili alle New York notturne, che si immaginava brulicanti di bande con mazze da baseball e smanicati in pelle nera. Il culto per Final Fight nacque subito. Come nacque presto quello per Ghosts'n Goblins e Ghouls'n Ghosts. Sicché quando nel Novantadue uscì il porting X68000, dopo il mediocre adattamento Super Famicom e le pessime conversioni per computer (particolarmente orribile quella Amiga), il viziatissimo utente Sharp si trovò davanti a due dischi equiparabili a un cabinato da centomila e passa Yen. Neppure la succedente edizione Mega CD (1993) si sarebbe sì tanto avvicinata alla scheda - era anche una ottima conversione - e solo attraverso l'emulazione del coin-op, anni dopo, ci si sarebbe avveduti di quei microdettagli andati smarriti sul macchinario Sharp. Che tanto per dire qualcosa di diverso sbatte in faccia allo scrivente la edizione più affascinante e cazzuta, per lo scrivente, di Final Fight. Solito copione tipo CP System I un po' come a X68000 con il rinforzino delle risoluzioni video extra e le musiche MIDI. Malgrado il solo supporto della Roland MT-32 la riscrittura dei brani è di buonissima qualità nei toni bassi e nell'aprire stereofonicamente le musiche originali. Nella custodia è inoltre presente un MiniCD con la colonna sonora e i remix della stessa. E i limiti intrinseci del picchiaduro si ridimensionano. Lo si può giocare a livello facile per alleggerirsi delle tecniche per soli nerd ed evitarsi la frustrazione. Lo si può ultimare con un sacchetto di popcorn portandosi a cinque il numero delle vite. D'altronde le conversioni migliorative dell'X68000 hanno anche la funzione di soddisfare quella fascia di utenti tagliata fuori delle rigide dinamiche dei coin-op. Davvero tanta roba.
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PRO |
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Il miglior porting di Final Fight |
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CONTRO |
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Qualche dettaglio mancante al |
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raffronto con l'arcade |
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