R-TYPE Per dire, la sezione wikipedia
dedicata ad R-Type neppure la menziona la conversione X68000, che già nell 'Ottantanove
fotocopiava il coin-op. Malandrino. E' quel che accade quando mi manipoli la cultura, me
la popolarizzi, me la metti a disposizione del mondo. Ora vai a vedere che il pirla
qualunquista che si occupa del wiki in questione a tambur battente lo modifica,
scorrendo il pezzo, magari allegandovi pure un capitolo extra che renda noto come non
fosse l'adattamento PC Engine a realizzare il porting definitivo di ar taip bensì
quello per la macchina Sharp. Che poi lo sanno tutti. Tranne wikipedia. La stessa
wikipedia che nella pagina in lingua inglese dedicata all'X68000 mi inserisce Ghosts'n
Goblins tra le conversioni più importanti realizzate sul personal computer.
Bacchettate sulle manine cicciose, e se non si fosse in ansia per il cargo di videogiochi
radioattivi in partenza dal Giappone e non si fosse già scritto testamento - poiché
piuttosto che rinunciare a Shinrei Jusatsushi Taroumaru ci si immerge nel
plutonio intonando Enola Gay - si darebbe luogo alla caccia al colpevole al fine
di inculcargli con la forza il metodo Retrogamer.it di propagazione del sapere.
Altro titolo arcade di grido. Aveva fatto scuola due anni
prima per il fatto di montare il Force, un pod prominente a sganciamento che
funzionasse a barriera o come arma a distanza. Il beam era sì una innovazione,
ma restava pur sempre un raggio laser frontale. Invece la applicazione di questa palla
energetica autonoma su cui ruotano prima due, poi quattro raggi a reazione termonucleare
voleva dire rinnovare alla radice la fase di armamento in upgrade diffusa da Konami a
metà anni Ottanta. La Irem ci ha campato due generazioni col Force, al punto che
se si va a scavare nella libreria videoludica di genere della softco non si va gran che
oltre il sistematico vassallaggio agli apparecchi concepiti nell 'Ottantasette,
procreatori di sequels, spinoff e cloni anche a Duemila inoltrato. Lo
sdoppiamento della R-9 in tronchi complementari coincide con la maturazione dello shoot'em
up a scrolling perpetuo: il percorso arcade assume maggiore razionalità e la
missione dello sparo un criterio strategico reale. R-Type è l'inizio della fine delle
sparatorie ad armamento unilaterale. La scintilla dell'evoluzione del potenziamento
multiplo di Gradius. La elaborazione del principio di interconnessione magnetica
tra due pezzi di ferro fluttuanti. Eppure, è infattibile immaginarsi il gameplay
insurrezionale di R-Type al di fuori delle estetiche di R-Type.
Biotecnologie Bydo. Serpenti-macchina. La fotografia,
sigillata, dello scenario alieno si stringe ai propulsori della R-9 tracciando un
collettivo futuristico inutilizzato ancora, dentro gli schemi dello shoot'em up.
Le tre armi in dotazione esplodono sinestetiche e in conflitto coi brandelli di sprites
contaminati, globulosi e viscidi su mosaici di circuiti luminosi fitti. Piastre madri.
R-Type è un antro di grafiche a tinte scure rimorchiante videogiochi navispaziali su di
uno stato di tensione horror - il mostro Alieno del primo quadro si
attacca al cervello - che sà di celluloide più che di schede Irem M72, sebbene
si debba parlare di hardware X68000, nello specifico. E nulla è sacrificato in fase di
traduzione. La intelligenza artificiale dei nemici, il come attaccano, il tempo di
comparsa dei bonus, le tattiche di sopravvivenza: l'intero coin-op viene copiato su di un
singolo disco da cinque e mezzo - sul PC Engine, prima di essere riposizionato su CD-Rom,
venne dapprima suddiviso in due Hucard - e in omaggio vi mettono intatta la colonna sonora
all'acido muriatico che fu leggenda in sala giochi, verso le sedici e trenta, quando la
ressa non era tale da eclissare gli altoparlanti stereo frontali. Fanculo se dopo sette
minuti ti ritorna la frustrazione che ti eri buscato all'età di undici anni. Fanculo se
il level design rigido come una lastra di cemento armato ti trapassa il fegato
ormai consunto da anni di Thunderforce e Blazing Star assunti per
endovena. R-Type può permettersi di continuare a segnare la storia del
polverizzatore orizzontale anche dopo essere passato sotto uno tsunami.
|
 |